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Aumenta ancora il numero dei fallimenti

Un quadro desolante, quello descritto dall’ultimo rapporto dall’osservatorio Cerved riguardo il numero dei fallimenti, in sostanziale aumento su quasi tutto il territorio nazionale. In particolare l’accento viene posto raffrontando il primo trimestre del 2012 con quello relativo allo scorso anno. Se ne deduce un aumento del 4,2% rispetto ad un anno fa con oltre 3000 procedure di fallimento in corso. Una tendenza inarrestabile ormai dal 2008, con i dati che non hanno mai indicato un’inversione di tendenza.

 
A risentirne in particolare il settore dell’edilizia con un più 8,4% rispetto al 2011, il terziario (+4,1%) e quello industriale dove il numero di fallimenti ogni diecimila imprese si è attestato al 9,8% rispetto al 5,5% dell’intero settore economico. Qui è possibile rilevare una timida ripresa con un calo dei fallimenti del 7,2% rispetto al 2011.

bandiera giapponse

Tenta di rubarle la borsa, lei gli strappa un dito

Sicuramente il ladro non se l’aspettava, considerata l’età della donna non più giovanissima ha pensato che scipparla sarebbe stata una passeggiata , ma le cose non sono andate proprio cosi con la vittima trasformata in carnefice. E’ successo a Sapporo nel nord del Giappone.

dinosauro

I gas dei dinosauri influirono sul riscaldamento climatico

Il riscaldamento climatico? Colpa dei dinosauri. Secondo una ricerca effettuata dall’Università di Liverpool e pubblicata sulla rivista americana Current Biology, le emissioni gassose dovute alle flatulenze dei dinosauri sauropodi esistiti 150 milioni di anni fa, avrebbero contribuito in maniera consistente al riscaldamento climatico della Terra in età preistorica. Animali come il Diplodocus del peso di almeno 20 tonnellate, si nutrivano prevalentemente di vegetali producendo nel corso del processo digestivo una gran quantità di gas. Se si considera che nella preistoria di rettili di questo tipo ne esistevano decine per chilometro quadrato, gli esperti hanno calcolato che in un anno avrebbero potuto produrre fino a 520 milioni di tonnellate di metano.

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Calano i prezzi dei carburanti

Il prezzo dei carburanti continua a scendere, lo conferma senza alcun ombra di dubbio il monitoraggio effettuato da quotidianoenergia.it su un campione di stazioni di servizio sparse su tutto il territorio nazionale. Sulla scia di Eni che ha apportato il terzo ribasso in pochi giorni anche le altre Compagnie petrolifere si stanno allineando. Tra i motivi i prezzi concorrenziali offerti dai no-logo e il costo del petrolio sceso sotto i 100 dollari al barile. Il prezzo internazionale della benzina, al sesto calo consecutivo, ha perso 24 euro per mille litri attestandosi a quota 587, mentre quello del diesel è sceso a 631 euro per mille litri (-22 euro).

 
Nel dettaglio ecco i ribassi adottati dai principali marchi in queste ore: Esso (-2 cent su entrambi i prodotti), IP e Tamoil (-2,5 sulla benzina, -1 sul diesel), Shell (-1 sulla benzina, -0,5 sul diesel), TotalErg (-2 sulla benzina e -0,8 sul diesel), infine Q8 (-2 sulla benzina e -1,5 sul diesel). Allo stato attuale le medie nazionali sono a 1,879 euro/litro per la benzina, 1,767 per il diesel e 0,874 per il gpl. In discesa anche le punte massime: 1,959 euro/litro per la verde, 1,799 per il diesel e 0,903 per il gpl, quest’ultimo è tra 0,851 euro/litro di Eni e 0,874 di TotalErg (no-logo a 0,816).