Aumenta ancora il numero dei fallimenti

Nei primi tre mesi del 2012 i fallimenti sono stati 3000, +4,2% rispetto al periodo dello scorso anno.

di Enzo Mauri 8 Maggio 2012 12:13

Un quadro desolante, quello descritto dall’ultimo rapporto dall’osservatorio Cerved riguardo il numero dei fallimenti, in sostanziale aumento su quasi tutto il territorio nazionale. In particolare l’accento viene posto raffrontando il primo trimestre del 2012 con quello relativo allo scorso anno. Se ne deduce un aumento del 4,2% rispetto ad un anno fa con oltre 3000 procedure di fallimento in corso. Una tendenza inarrestabile ormai dal 2008, con i dati che non hanno mai indicato un’inversione di tendenza.

 
A risentirne in particolare il settore dell’edilizia con un più 8,4% rispetto al 2011, il terziario (+4,1%) e quello industriale dove il numero di fallimenti ogni diecimila imprese si è attestato al 9,8% rispetto al 5,5% dell’intero settore economico. Qui è possibile rilevare una timida ripresa con un calo dei fallimenti del 7,2% rispetto al 2011.


Quanto alle zone geografiche solo il nord est ha avuto rispetto a un anno fa una riduzione percentuale dei default con un meno 8,8%, cali rilevati in particolare in Veneto (-12,3%) e Emilia Romagna (-12,2%) , mentre al centro l’aumento è consistente rispetto alla media nazionale con un più 12,7% seguito dal Sud e Isole (+6,5%) e il Nord Ovest (+4,9%).

Le difficoltà per il sistema delle imprese italiane riporta il Cerved, “Sono ulteriormente inasprite dai lunghi tempi dei tribunali: il 17,3% dei fallimenti chiusi nel 2011 fa riferimento a aziende che hanno portato i libri in tribunale prima del 1996 e il 36,4% a imprese che lo avevano fatto precedentemente al 2001. La riforma della disciplina fallimentare – commenta Gianandrea De Bernardis, amministratore delegato di Cerved Group – doveva ridurre il carico di lavoro dei tribunali, escludendo le microimprese dall`ambito di applicazione della legge. L`ondata di nuovi fallimenti aperti a seguito della crisi ne ha però neutralizzato gli effetti: in media, i creditori devono aspettare per la ripartizione dell`attivo circa nove anni dalla dichiarazione del fallimento”.

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