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Monti invita la Merkel, lei non risponde

Doveva essere un incontro trilaterale tra Francia, Germania e Italia, quello organizzato dal premier italiano Mario Monti a Roma con l’intento di “concertare” le posizioni in vista del Consiglio europeo di fine giugno, ma l’estensione dell’invito al Primo Ministro spagnolo potrebbe aver cambiato tutto. E’ stato lo stesso Rajoy a chiedere esplicitamente di entrare a far parte del gabinetto di crisi, aggiungendo un altro motivo di tensione ad una situazione già critica. La Cancelliera tedesca Angela Merkel infatti non ha ancora risposto all’invito di Monti, nonostante il rapporto fra i due sia sempre stato abbastanza affiatato.

La Merkel, che aveva già annunciato potenziali divergenze politiche tra Francia e Germania al vertice dell’Unione Europea del 23 maggio, non ha gradito l’apertura verso Madrid. Il suo portavoce, Georg Streiter, evitando di entrare nel merito della questione, ha dichiarato: “C’è un invito da Roma, ma non c’è ancora una risposta da parte della Cancelliera, né una data”.

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Roma, dal 25 maggio aumenterà il prezzo del biglietto dell’autobus

La notizia era nell’aria da mesi ed ora i tempi sono maturi, dal 25 maggio i titoli di viaggio per coloro che viaggiano sugli autobus e metropolitane della capitale aumenteranno di 50 centesimi passando da 1 a 1,50 euro, gli adeguamenti tariffari erano già stati preannunciati dall’Agenzia per la Mobilità di Roma. A compensare per lo meno in parte il disagio per il prezzo maggiorato aumenterà anche la durata dei biglietti che passerà dagli attuali 75 a 100 minuti.

 
Ricordiamo che i biglietti sono validi su bus, tram, metrò e ferrovie, sia quelle regionali dell’Atac che quelle di Trenitalia, limitatamente al tratto urbano così come i bus Cotral. Sono esclusi , come è attualmente, tutti i titoli per i collegamenti Cotral, Tiburtina/Termini-Fiumicino, il collegamento Trenitalia no stop Termini-aeroporto di Fiumicino, i servizi turistici Archeobus e 110 Open.

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Hollande mette in guardia i suoi ministri da Twitter e Facebook

In occasione del primo Consiglio dei Ministri, il neopresidente francese Francois Hollande, memore delle numerose gaffes del precedente governo, fa un accorato appello ai suoi ministri, chiedendo massima attenzione nella gestione dei social network, soprattutto Twitter e Facebook, che tanti problemi avevano causato all’ormai ex presidente Sarkozy.

La gaffe più famosa e divertente è certamente quella dell’ex Ministro dell’Industria nonché responsabile per l’Economia digitale Eric Besson, il quale nell’ottobre 2011, reduce da  una riunione del Consiglio evidentemente impegnativa, twittò per errore un messaggio privato dal contenuto piccante, invitando a letto con sé i suoi 13.000 contatti. L’evento suscitò inevitabilmente l’ilarità del web e finì sulle pagine di tutti i giornali, soprattutto perché qualcuno aveva diffuso la voce che la moglie ventiquattrenne del ministro non possedeva alcun account sul social network.

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Denunce online contro l’evasione fiscale, boom del 150%

A ben guardare, la crisi devastante che da alcuni anni stiamo subendo ha avuto almeno un minimo risvolto positivo: gli italiani effettivamente cominciano a reagire con fastidio a situazioni che prima venivano considerate “normali”. Ne è un esempio la diffusione di siti web e applicazioni per device mobili tramite i quali è possibile segnalare episodi di evasione fiscale perpetrati da professionisti e commercianti: scontrini non emessi, lavori effettuati in parte in nero, fatture non rilasciate.
Evasori.info è uno dei portali più frequentato e vanta attualmente oltre 700.000 denunce spontanee, per un totale di 101.827.996 euro non dichiarati. Dall’inizio dell’anno ad oggi il numero delle segnalazioni è più che raddoppiato, se si pensa che il 2 gennaio scorso sul sito ne erano presenti appena 283.853. Si tratta tuttavia di denunce anonime così come anonimi restano anche gli evasori. L’obiettivo del sito non è infatti quello di promuovere la delazione o la pubblica gogna, come alcuni potrebbero pensare, bensì quello di mappare l’evasione in Italia, misurare ed illustrarne l’estensione e le conseguenze, sollecitare la coscienza civile dei cittadini e stimolare il dibattito su questo fenomeno dannoso.
Grazie alle statistiche elaborate su un nutrito elenco di categorie, si scopre che le denunce riguardano soprattutto il settore della ristorazione: fra ristoranti, bar, negozi di alimentari e servizi catering, si raggiungono le 500.000 segnalazioni. Seguono medici, dentisti e altri servizi sanitari per un totale di circa 30000 denunce e oltre 9 milioni di euro di sommerso.