Alessandro Spadotto è stato liberato: “Sto bene”

Il carabiniere italiano è stato consegnato al governatore di Maarib. Verrà trasferito a Sanaa da dove verrà portato all'ambasciata italiana.

di Simona Vitale 3 Agosto 2012 10:37

È stato liberato e sta bene Alessandro Spadotto, il carabiniere addetto alla sicurezza all’ambasciata italiana a Sanaa, nello Yemen. L’uomo era stato rapito lo scorso 29 luglio da uomini armati. La notizia è stata comunicata da un rappresentante governativo nello stesso giorno in cui il ministro dell’informazione è sopravvissuto ad un attentato. A Reuters, il funzionario governativo ha detto: “Il diplomatico italiano è stato consegnato al governatore di Maarib, è in buona salute e verrà trasferito a Sanaa da dove verrà portato dall’ambasciatore italiano”.

Marina Polese, madre di Spadotto, ha dichiarato a Tgcom24: 

Ha detto che sta bene e che durante il sequestro non e’ stato maltrattato. Non so quando tornerà a casa, ieri sera non abbiamo avuto modo di parlare di questo. La Farnesina in questi giorni ci aveva detto di rimanere tranquilli e più sereni possibili perché stavano battendo i canali giusti.

Anche il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha confermato la liberazione di Spadotto e, via Twitter, ha ringraziato l’Unità di crisi della Farnesina e tutti i funzionari dello Stato che hanno reso possibile la risoluzione del sequestro e anche la straordinaria collaborazione del governo dello Yemen. Terzi ha poi aggiunto:

Ho voluto sentirlo per felicitarmi per la ritrovata libertà. Alessandro Spadotto è un italiano che indossa la stessa divisa con cui migliaia di carabinieri tengono alta la bandiera del nostro Paese non solo in patria, ma in tante aree di crisi nel mondo, dove sono rispettati e ammirati da Governi e popolazioni.

Il sequestro di Alessandro Spadotto era avvenuto dopo che, nello scorso marzo, il vice console saudita ad Aden era stato rapito da parte di militanti legati ad al Qaeda.  Non sono mancati nello Yemen anche diversi rapimenti condotti anche da fazioni tribali, per fare pressione sulle autorità. Il tutto nonostante l’accordo di pace in base al quale Saleh ha lasciato il potere dopo 33 anni, sostituito da Abd-Rabbu Mansour Hadi. 

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