California, virus killer al parco di Yosemite: 1700 turisti a rischio

L'infezione da hantavirus si trasmette attraverso l'urina, le feci e la saliva di roditori infetti ed è mortale nel 30% dei casi.

di Simona Vitale 29 Agosto 2012 17:04

Allarme negli Stati Uniti dove, in California, nel famoso parco nazionale di Yosemite, due campeggiatori sono morti per aver contratto la sindrome da hantavirus, mentre altri due sarebbero stati infettati pur non essendo in pericolo di vita. Pertanto, le autorità hanno contattato via posta e tramite mail le circa 1700 persone che dal mese di giugno hanno frequentato il Curry Village, invitando tutti a controllare l’apparizione di sintomi come febbre, dolori, vertigini o brividi. Pertanto, quello che doveva essere un apparente week end di tranquillità e relax, potrebbe trasformarsi per queste persone in un vero e proprio incubo.

I ranger del parco hanno fatto sapere che sono in corso delle ispezioni e delle bonifiche delle capanne, chiedendo ai campeggiatori di prendere ulteriori precauzioni. Il portavoce Scott Gediman ha dichiarato:

Questo è un serio allarme per la salute pubblica e vogliamo essere trasparenti, ma allo stesso tempo non vogliamo che le persone cambino i loro piani perchè stiamo prendendo le dovute precauzioni.

Secondo quanto riferito dalla BBC non è la prima volta che il parco risulta infetto. Già nel 2000 e nel 2010 si registrarono due casi, sebbene nessuno dei due letale. In tutti gli Stati Uniti, secondo il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie di Atlanta, sono stati registrati almeno una sessantina di casi di sindrome polmonare da hantavirus in California e 587 negli interi Usa, di cui circa un terzo, dalla sua scoperta nel 1993, sono risultati fatali. Secondo il dipartimento della salute pubblica almeno il 20% dei topolini della specie Peromyscus maniculatus presenti nel parco di Yosemite sono portatori del virus.

L’infezione da hantavirus si trasmette attraverso l’urina, le feci e la saliva di roditori infetti, ma non si trasmette da persona a persona con il contatto o con le trasfusioni di sangue. Per il momento, non sono state individuate cure o vaccini per l’hantavirus, che è mortale nel 30% dei casi.

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