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Sia di esempio la storia di Manlio Germano, profilo fake da Treviso che insultava Willy Monteiro

Arrivano riscontri importanti a proposito di Manlio Germano, dal cui profilo Facebook era arrivata una vera e propria offesa nei confronti di Willy Monteiro Duarte dopo l’omicidio presumibilmente ad opera dei fratelli Bianchi. Come tutti sanno, non tutti i post social sulla vicenda sono pervenuti da personaggi famosi, in riferimento a quanto vi abbiamo riportato in passato. La notizia dei mesi scorsi risponde in parte alla domanda “chi è” la persona che aveva esaltato i presunti assassini di Colleferro.

Cosa aveva scritto Manlio Germano su Willy Monteiro Duarte

A pochi giorni dall’omicidio di Willy, con la diffusione delle prime foto relative al gruppo dei quattro ragazzi accusati del brutale pestaggio nei suoi confronti, era arrivato un post dal profilo di Manlio Germano gravemente offensivo. Tra le parole da lui pubblicato abbiamo trovato anche le seguenti: “Come godo che avete tolto di mezzo quello scimpanzé, siete degli eroi“. Insomma, uno di quei post che fanno discutere tantissimo, al punto che il diretto interessato poche ore dopo aveva affermato di non essere l’autore materiale di quel messaggio, dopo il furto temporaneo del suo account.

Il danno, però, ormai era fatto. Nei suoi confronti sono partite delle indagini, che hanno avuto un epilogo importante nella giornata di ieri. Chi è Manlio Germano? Il ragazzo ha deciso di usare uno pseudonimo, tratto dal film “Caterina va in città“. In realtà ha sempre usato provider esteri, arrivando anche a scegliere tecniche che sulla carta lo avrebbero reso per sempre anonimo. Il motivo? Erano in grado di mascherare le tracce informatiche della navigazione, ma a quanto pare ha fatto male i calcoli.

La Polizia Postale, infatti, è riuscita ad identificarlo e a denunciarlo, andando oltre la scoperta che quello di Manlio Germano fosse in realtà un profilo fake. Guai, dunque, per il giovane di origini trevigiane, costretto successivamente ad oltre 200 ore di servizio civile.

L’odio digitale che ha travolto la memoria di Willy Monteiro Duarte rappresenta una delle pagine più buie della cronaca social recente. Nonostante il sacrificio eroico del giovane di Paliano, la rete è diventata teatro di commenti sprezzanti e rigurgiti di violenza verbale, spesso intrisi di pregiudizio e insensibilità.

Queste offese non colpiscono solo la vittima, ma squarciano il velo su una subcultura che esalta la forza bruta e svilisce il valore della solidarietà. La magistratura ha più volte dovuto intervenire per sanzionare chi, protetto da uno schermo, ha tentato di infangare un simbolo di altruismo. Resta l’amarezza per un’umanità che, di fronte a una tragedia così profonda, fatica a trovare il silenzio del rispetto, preferendo il rumore sterile dell’insulto.

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