Scrive alla mamma che sta morendo, ma è solo un compito scolastico

I genitori di Wesley hanno pensato che il figlio volesse tentare il suicidio, ma la scuola si difende.

di Simona Vitale 22 giugno 2012 14:48

Una lettera, scritta da un 14enne Wesley Walser per dire addio a sua madre. Pressapoco le parole sono le seguenti: 

Cara Mamma, ti sto scrivendo questa lettera per dirti addio e ringraziarti per avermi dato la vita. Non piangere, non voglio che tu sia triste, voglio solo che ricordi i nostri momenti felici. Al mio funerale voglio solo colori brillanti per esprimere fino in fondo quella che è la mia personalità. So che il dolore prenderà qualche volta il sopravvento e che piangerai. Ma non devi essere triste…. Ti voglio bene. Starò con il nonno. Devi essere forte per me.

 Il quattordicenne ha poi fatto un elenco di tutte le sue cose che sua madre avrebbe ereditato.

Questa lettera, zeppa di errori ortografici e scritta su carta gialla, è stata consegnata da Wesley alla sua mamma, una sera prima di chiudere gli occhi e andare a dormire. La signora Walker, 42 anni, e suo marito, Mark, hanno descritto come orribile il momento in cui hanno letto lo scritto del ragazzino, nella loro casa di Longton, a Stoke-on-Trent, ed il loro ultimo pensiero è stato quello che il loro amato figlio volesse togliersi la vita.

In realtà, questa lettera sconvolgente, è stato solo il frutto di un compito di scrittura creativa assegnato dagli insegnanti della classe di Wesley. I ragazzini dovevano immaginare di avere una malattia terminale e di dover salutare l’ultima volta i propri cari.

Agli alunni è stato poi riferitodi portare a casa le lettere e darle ai genitori, che non erano affatto stati avvisati e messi in guardia su un particolare compito scolastico. La Discovery Academy si è scusata per ogni disagio causato dall’esercizio, ma molti genitori, a contrario di quelli di Wesley, hanno ritenuto l’esperimento davvero prezioso e in linea con il curriculum nazionale.

Un portavoce della scuola ha detto: “Lo scopo dell’esercizio era quello di permettere ai giovani di esplorare e celebrare le emozioni, i sentimenti, tutte quelle cose buone che spesso non vengono mai dette ai propri cari”. E voi, cosa ne pensate?

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