Paolo Villaggio: “Dopo la morte voglio essere bollito”

di Gioia Bò 16 Settembre 2011 13:15

Qualche anno fa giurava di conoscere il giorno della sua morte. Oggi Paolo Villaggio torna su tema, ma anziché indicare una data, indica il modo migliore per celebrare il funerale. Niente chiusura in una triste tomba e nemmeno una cremazione con tanto di spargimento di ceneri, ma una bella ribollita, magari in un luogo conosciuto, come può esserlo la centralissima Piazza del Popolo a Roma:

Invece che essere cremato, penso alla possibilità di essere bollito. Mi immagino un bel pentolone in piazza del Popolo a Roma, con i fiori dentro, la preparazione, tu che arrivi e tutti che applaudono. Però devi avere il diritto a essere preservato da cose umilianti, tipo il limone o la carota. La carota può suscitare ilarità!

Continuando nell’intervista a Marie Claire il popolare comico tocca anche altri argomenti, come la divinità e la tv (che per molti coincidono):

Dio e l’aldilà sono tra le invenzioni più pericolose della storia del pianeta, oltre alla monogamia. La tv poi è una straordinaria dittatura. Ha avuto la facoltà di abbassare il livello culturale del paese. Ne ho fatto parte, ma ho cercato di modificarla e mi sembra di esserci riuscito: la mia tv era paradossale e autocritica, adesso è ipocrita. E per questo non mi invitano più ai talk show.

Se raccontasse la storia della ribollita post mortem, forse lo inviterebbero ancora.

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