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pm Antonio Ingroia

Vietti (Csm) bacchetta Ingroia: “Pm siano imparziali”

Continuano le polemiche sui pm di Palermo Antonio Ingroia e Nino Di Matteo che indagano sulla trattativa Stato-mafia. Questi, lo scorso sabato, avevano infatti partecipato alla festa del “Fatto Quotidiano”, denunciando il “silenzio assordante” del Consiglio superiore della magistratura e dell’Associazione nazionale magistrati rispetto alle invettive e attacchi da loro ricevuti da politici e giornalisti in merito alle intercettazioni riguardanti il presidente della Repubblica. Ingroia, poi, si era spinto fino a rivolgersi al pubblico dicendo: “Dovete cambiare questa classe dirigente e questo ceto politico“.
Già domenica, era intervenuta l’Associazione Nazionale Magistrati, con il suo presidente Roberto Sabelli, censurando le affermazioni “politiche” di Ingroia, la mancata reazione alle critiche a Napolitano che ci sono state in quell’occasione e ribadendo il sostegno ai pm di Palermo, rifiutando la tesi del “silenzio assordante“dell’Anm e del Csm.

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Istat: Pil a -2,6%, dato peggiore da fine 2009

L’economia italiana sembra continuare a rallentare, secondo l’Istat, che ha rivisto al ribasso il dato sul Pil nel secondo semestre 2012: esso sarebbe calato dello 0,8% rispetto a gennaio-marzo e del 2, 6 % rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La stima preliminare diffusa ad agosto prospettava invece un calo congiunturale dello 0,7 % e su base annua del 2,5%. Un simile calo del Pil non si registrava dal quarto semestre del 2009, quando fu del 3,5%. Per l’Istat, pesa soprattutto il forte calo dei consumi delle famiglie, che tra aprile e giugno hanno fatto registrare un -3,5%, dovuto ad un calo del 10,1% per l’acquisto di beni durevoli, del 3,5% per quelli non durevoli e dell’1,1% per i servizi. Le importazioni hanno fatto registrare un leggero calo dello o,4%, mentre le esportazioni sono aumentate dello 0,2%. Nel secondo trimestre del 2012, comunque, tutti i grandi comparti economici hanno fatto registrare una diminuzione del valore aggiunto, con rispettivamente il -1,9% per l’agricoltura, -1,6% per l’industria e -0,5% per i servizi.