Merkel, Sarkozy e Monti determinati a risollevare l’Europa

Dopo le ultime fasi dell'insediamento del nuovo governo Monti in Italia c'è subito convergenza di interessi ed intenti fra i tre leader dell'eurozona più importanti nel contesto della crisi economica. Italia, Francia e Germania mai così vicini.

di Vincenzo Avagnale 18 Novembre 2011 15:45

Berlusconi e l’era politica italiana che l’aveva accompagnato sono ormai tramontati e sebbene sia facile vederne ancora tutti i postumi voltandosi alle spalle il governo di Mario Monti guarda avanti e traccia già il sentiero lungo il quale sarà possibile non solo superare questa crisi insieme all’Europa, ma portare l’Italia all’interno dell’Unione ad uno sviluppo fino ad oggi solo sognato. Convergenza negli intenti e forti similarità nella visione dei mezzi per superare la crisi, questa la ricetta che sembra funzionare fra i capi di stato europei. Questa sembra essere stata l’impressione dopo il summit fra Monti, Sarkozy e la Merkel da quanto riferisce Palazzo Chigi questa mattina.

I tre si sono incontrati a Bruxelles per sentire dalla voce del nuovo Presidente del Consiglio dell’Italia se gli impegni presi dal precedente esecutivo verranno mantenuti e come tali impegni sono stati impostati sul calendario degli impegni della legislatura. Tuttavia da quella che rischiava di essere quasi un’ispezione, come al solito non scevra di polemiche sulle dichiarazioni del presidente francese Sarkozy (che ha dimostrato di avere due facce nei confronti di Berlusconi adesso che non guida più il Paese), si è trasformata in un incontro fra amici, che pur mantenendo il distacco proprio alle posizioni occupate nei rispettivi governi ha messo in luce un clima più rilassato rispetto agli incontri del G20 di Cannes.

Palazzo Chigi ha rilasciato una nota in cui si esplicitava che Mario Monti, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy: “sono determinati ad assumersi comuni responsabilità per la stabilità, la prosperità ed il rafforzamento dell’area euro e dell’intera Unione Europea“. Un comunicato probabilmente più penetrante di quanto non sembri, visto che fra i membri dell’Unione mancanti a questo vertice c’era proprio il premier inglese Cameron, che guidando un paese che non ha adottato la moneta unica, non è però immune alle sorti dell’euro ed anche per questo dovrebbe coinvolgere di più il Regno Unito nelle politiche europee.

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