Vietti (Csm) bacchetta Ingroia: “Pm siano imparziali”

Il vicepresidente del Csm:"Silenzio assordante? In questo caso il silenzio è d'oro." Ingroia: "Ho il diritto di partecipare al dibattito pubblico"

di Luca Fiorucci 12 Settembre 2012 15:28

Continuano le polemiche sui pm di Palermo Antonio Ingroia e Nino Di Matteo che indagano sulla trattativa Stato-mafia. Questi, lo scorso sabato, avevano infatti partecipato alla festa del “Fatto Quotidiano”, denunciando il “silenzio assordante” del Consiglio superiore della magistratura e dell’Associazione nazionale magistrati rispetto alle invettive e attacchi da loro ricevuti da politici e giornalisti in merito alle intercettazioni riguardanti il presidente della Repubblica. Ingroia, poi, si era spinto fino a rivolgersi al pubblico dicendo: “Dovete cambiare questa classe dirigente e questo ceto politico“.
Già domenica, era intervenuta l’Associazione Nazionale Magistrati, con il suo presidente Roberto Sabelli, censurando le affermazioni “politiche” di Ingroia, la mancata reazione alle critiche a Napolitano che ci sono state in quell’occasione e ribadendo il sostegno ai pm di Palermo, rifiutando la tesi del “silenzio assordante“dell’Anm e del Csm.

Oggi, a rincarare la dose, ci ha pensato il vicepresidente del Csm Michele Vietti, che, intervistato dal Gr1, ha affermato che per i magistrati è un dovere “uscire dalla psicosi degli attacchi ed entrare nell’ottica del servizio al cittadino“, oltre che “assicurare imparzialità anche fuori dell’esercizio delle loro funzioni. Vietti ha comunque fatto sapere che sulle dichiarazioni di Ingroia per ora non è stata chiesta l’apertura di nessun fascicolo. Il vicepresidente del Csm ha voluto inoltre così replicare ad una delle affermazioni dei due magistrati: “Il Csm è stato accusato di silenzio assordante, ma mai come in questo caso il silenzio è d’oro”. Egli si è anche voluto richiamare alle parole pronunciate dal Capo dello Stato l’anno scorso, in occasione dell’incontro con i nuovi magistrati. Napolitano, ha ricordato Vietti, aveva invitato i giudici a “ispirarsi alla misura della riservatezza” e a non concedersi ad eccessive esposizioni mediatiche.
La replica di Ingroia, questa volta dai microfoni de “La7”, non si è fatta attendere:

Ho il diritto di partecipare al dibattito pubblico, e rivendico il diritto di farlo ovunque, se vado ad una festa del Pd non succede nulla, perchè se vado a quella de Il Fatto quotidiano scoppia la polemica? Il problema per cui ci trasciniamo la mafia in questo paese è da ricercarsi nei rapporti tra Cosa nostra e Stato italiano. Io dico semplicemente, che nessun governo di maggioranza di centro destra o di centro sinistra è immune da peccati.

ha affermato.

Luca Fiorucci

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