Renzi annuncia: se vinco le primarie mando i leader storici a casa

Durante il programma "Chiambretti ore 10", il sindaco di Firenze si lascia andare a commenti su Veltroni, D'Alema e Beppe Grillo

di Stefania Calabrese 11 Settembre 2012 1:58

Ne ha per tutti, Matteo Renzi: intervistato nel programma “Chiambretti ore 10” su Radio2 Rai, il sindaco di Firenze ha commentato nel suo solito stile diretto e provocatorio tutte le critiche che gli vengono rivolte dai suoi stessi compagni di partito.
Con ironia, Renzi ha rivelato di aver capito che la propria “funzione sociale” consisterebbe nel mettere finalmente d’accordo tutti i leader storici del centrosinistra:

“Sono litigiosi praticamente su tutto e concordano su pochissime cose; una di queste è fare del tiro al piccione, dove io faccio la parte del piccione”.

Pertanto il sindaco fiorentino sente di dover loro porgere i suoi ringraziamenti:

“A tutti quei leader della sinistra, che sono da venti anni al potere senza cambiare nulla. Tutte le volte che mi attaccano aumentano i miei sostenitori”.

Parlando di primarie e di ciò che farebbe per attuare il suo progetto di “rottamazione” grazie al quale è diventato un volto noto su tutto il territorio nazionale, dichiara:

“Manderei a casa Veltroni, come tutti quelli che hanno fatto più di quindici anni di Parlamento. Credo si possa lasciare spazio ad altre persone”.

E quando gli viene chiesto se preferisca l’ex segretario del Partito Democratico come politico o piuttosto come romanziere, non mostra alcun dubbio:

“Direi che i successi maggiori li ha avuti come romanziere. Gli auguro tanti romanzi belli per il futuro”.

A Massimo D’Alema non riserva un trattamento migliore e a proposito del suo sostegno alla candidatura di Pierluigi Bersani afferma:

“È naturale che stia con Bersani, per la loro vicinanza e amicizia, e anche perché noi un po’ più giovani che stiamo cercando di fare questa rivoluzione alla primarie abbiamo detto fin dalla partenza che, se vinciamo noi, alle persone come D’Alema diciamo grazie ma le mandiamo a casa”.

Anche Beppe Grillo non viene risparmiato e Renzi, del quale il comico genovese aveva parlato come del nulla, ne dipinge un disincantato ritratto con queste parole:

“Grillo era quello che faceva il testimonial di yogurt e poi è diventato il leader della lotta alle multinazionali, spaccava i computer, che, a suo dire, portavano all’isolamento, ed è diventato il primo blogger”.

Dal palco della festa di Bologna, il rottamatore ha poi aggiunto:

“Se il PD, anziché aspettare le battaglie di Grillo, fa delle battaglie più forti di quelle fatte fino ad oggi di cura dimagrante della politica, io credo che il fenomeno Beppe Grillo si sgonfi nel giro di qualche ora”.

Commentando il vespaio di polemiche suscitate dalle rivelazioni del consigliere regionale dell’Emilia Romagna Favia riguardo certi retroscena che avrebbero luogo nel Movimento 5 Stelle, Renzi ha colto infine l’occasione per richiamare l’attenzione del PD su alcuni temi importanti:

“Si parla del potere della rete, poi si scopre dai fuori onda che le regole del gioco all’interno di quel movimento sono altre. Ma voglio dire al Pd che ci sono alcuni temi su cui non la base di Grillo, ma la nostra base, chiede parole nette: le ricandidature, la mancata candidatura di chi è condannato, la riduzione del numero dei parlamentari”.

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