Internet Forum a Monti: “più digitale contro la crisi”

All'Internet Forum viene lanciato un appello a Mario Monti affinché, in caso venga posto alla guida del paese, prenda seriamente in considerazione la necessita di informatizzazione del Paese come occasione di crescita.

di Vincenzo Avagnale 12 Novembre 2011 12:28

Internet Governance Forum, si svolge a Trento, dove i partecipanti hanno deciso di inviare una lettera-manifesto al neo-eletto senatore a vita Mario Monti, che potrebbe diventare Presidente del Consiglio per un governo di unità nazionale, affinché tenga seriamente in considerazioni la necessità di maggiore consapevolezza che le sfide dell’informatizzazione si presentano adesso agli italiani e come esse influiranno, nel bene e nel male, sulla crescita e sullo sviluppo dell’Italia.

Gentile professore Mario Monti, non abbiamo bisogno di ricordarle l’importanza di Internet, spazio di libertà globale, strumento di organizzazione politica e sociale, sostegno indispensabile dell’economia.” Questo l’inizio della missiva, con cui i partecipanti del forum si rivolgono al Presidente del Consiglio in pectore chiedendogli interventi a favore dell’economia e della società digitali. L’idea è stata lanciata proprio all’inizio dei lavori del forum, acquistando consensi man mano che essi proseguivano. Il messaggio va inteso in un contesto in cui in Italia, molto più che altrove, la politica è vecchia e vecchi sono i modi di interpretare le tecnologie informatiche a cui non viene dato il giusto spazio. Quest’anno hanno partecipato ben 22 panel e 100 relatori, esperti e teorici della rete, ma anche blogger, giornalisti, hacker ed Internet Provider.

L’economia digitale italiana, che già rappresenta il 2% del Pil dell’economia nazionale e che ha finora creato 700 mila posti di lavoroverrebbe mortificata da un mix di sottocultura e interessi, che non hanno permesso al Paese di dispiegare le proprie potenzialità creative e le pur eccellenti competenze tecniche e scientifiche di cui dispone. “Lo spread digitale dell’Italia nei confronti dei principali paesi del mondo ha ormai raggiunto livelli insostenibili, anche per la tenuta economica nazionale. In particolare nella nostra politica sussiste l’incapacità di affrontare i problemi legati alla diffusione della banda larga, che è indegna di un paese che voglia restare in Europa.”

Infine si conclude con una richiesta che ha anche il sapore di un monito: “non si può aspettare il superamento della crisi economica per investire nel digitale, perché, come sancito dalla Commissione Europea nella Strategia 2020, lo sviluppo dell’economia digitale è una delle condizioni imprescindibili per il superamento stesso della crisi”.

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