Scossa di terremoto questa mattina a Palermo. L’evento sismico di magnitudo 4.3, è avvenuto alle 8.21 con epicentro in mare a 30 km a Nord del capoluogo siciliano tra Capo Gallo e Ustica. La popolazione ha avvertito nitidamente la forte scossa, in particolare ai piani alti riversandosi in strada e intasando i centralini delle forze dell’ordine. Poco dopo alle 8.44 si è ripetuta una nuova scossa ma di minor intensità.
Cronaca
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Le parole di Don Mazzi non lasciano spazio a equivoci: “Non spendete soldi per salvare
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E’ di poco fa la notizia che una nave panamense, davanti al porto di Taranto,
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Sì ai campi di cannabis, succede in Spagna
Il 56% della popolazione ha dato il consenso: il sindaco di Rasquera, un piccolo comune
Rifiuti Riano, il comitato Sos Riano: “No a replica Malagrotta”
Quello di Malagrotta è uno dei temi caldi che attanagliano la Regione Lazio, a fine 2011 la discarica ormai giunta alla saturazione avrebbe dovuto essere chiusa ma in mancanza di alternative immediate il prefetto-commissario all’emergenza Giuseppe Pecoraro aveva disposto una nuova proroga di sei mesi ormai prossima alla scadenza. Fra i siti individuati per il dopo Malagrotta, vi sono Riano e Corcolle, decisione fortemente avversata dai cittadini del luogo che riunitisi in comitato, (Sos discarica Riano) sono tornati in queste ore a far sentire la loro voce, con una lettera rivolta al presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti.
Nel comunicato si legge: “Non si può continuare a ragionare su provvedimenti che ricadrebbero sulla vita delle comunità cittadine, sull’economia di un vasto territorio, sulla compromissione dell’ambiente, nonchè sulla salute della gente che, ci peritiamo di ricordare, è uno dei diritti primari sanciti dalla Costituzione Italiana”. “Malagrotta – scrive il comitato – è una fabbrica di percolato e di diossina, un mostro che uccide la gente e l’ambiente: chiuderla per aprirne un’altra da un’altra parte significherebbe semplicemente trasferire l’illegalità in un altro territorio, dando inizio altrove a ciò che non si può e non si deve continuare a fare a Malagrotta. Non v’è dubbio, infatti, che la risibile percentuale di raccolta differenziata e il deficit degli impianti di trattamento meccanico-biologico e di compostaggio a Roma non diano attualmente scampo al gravame delle oltre 2700 tonnellate di rifiuto indifferenziato giornaliero che vengono tuttora smaltite a Malagrotta, e che ‘tal qualè verrebbero riversate in qualsivoglia altra discarica si pensasse di allestire”.
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