Lennox, il cane condannato a morte perché sembra un pitbull

Non mancano le mobilitazioni nazionali e internazionali affinché il cane possa essere salvato dall'esecuzione prevista nelle prossime ore.

di Simona Vitale 8 Luglio 2012 16:58

Il mondo degli animalisti si sta ferventemente attivando, nel corso di queste ore, per salvare Lennox, un cane irlandese condannato a morte. La sua colpa è quella di assomigliare ad un pitbull. La Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, lanciando l’appello “Grazia per Lennox“, si dichiara intenzionata a fare ricorso presso la sede internazionale preposta alla tutela dei cani per fermare un’esecuzione che ha davvero dell’assurdo.

Secondo quanto riferito dalla stessa Federazione, Lennox ha 7 anni ed è stato condannato a morte dalle autorità di Belfast (Irlanda) non per aver morso o aggredito qualcuno, ma per il fatto di assomigliare un pitbull, razza canina ritenuta pericolosa dalla legislazione locale. Per gli animalisti si tratta di una vera e propria violazione dei diritti degli animali come cittadini.

Lennox è stato sottratto alla sua famiglia nel 2010. Da allora è iniziata un’aspra battaglia legale giunta fino alla Corte di Appello che ha però confermato la condanna a morte del cane, emessa da corti di rango inferiore secondo il Dangerous Dog Act. In realtà, sarebbe stato possibile un ulteriore appello alla Corte Suprema, ma, su consiglio dei propri legali, la famiglia che ha cresciuto Lennox ha deciso di rinunciare.

L’esecuzione dovrebbe aver luogo tra domani e dopodomani, mentre in tutto in mondo non mancano le manifestazioni a sostegno di Lennox. A New York è prevista domani una manifestazione dinanzi al consolato inglese e alla quale parteciperanno anche numerose star. Idem in Italia dove un appello per salvare Lennox partirà dal concerto “Monza for animals“, al quale molte stelle dello spettacolo e della musica hanno deciso di partecipare.

Non mancano, prevedibilmente, anche i gruppi su Facebook a sostegno di Lennox. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Leidaa, ha dichiarato in relazione a questa vicenda:

 Questa storia incredibile  mostra a quali paradossi può arrivare una normativa fondata sulla “presunzione di aggressività e di colpevolezza” per alcune razze canine. Ciò che fortunatamente nessuno osa più sostenere per gli uomini, teorie lombrosiane secondo cui i criminali si riconoscono dai alcuni tratti del cranio, per i cani è purtroppo ancora valido, in un Paese civile come il Regno Unito. Ma noi ci opporremo.

Tags: cane · morte · pitbull
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