Ancora avvelenamenti in tutta Italia, la protesta continua

Ancora morte per i randagi, ma alcuni volontari hanno già iniziato il giro dei Comuni per cercare di risolvere il problema.

di Elena Arrisico 1 Maggio 2012 11:23

Ancora bocconi avvelenati, ancora morte ed ancora pericolo per la vita dei bambini. Dopo che a Trappeto – in provincia di Palermo – un’intera colonia felina ed una trentina di cani sono stati uccisi, anche nel capoluogo siciliano è stato trovato un cane senza vita: la vittima è stata torturata e poi data alle fiamme, senza alcuna pietà.

Il corpo del povero randagio è stato ritrovato incenerito con una catena stretta intorno al collo, nei pressi del fiume Oreto. Chi ha trovato la vittima ha dichiarato di aver, per prima cosa, pensato ad un falò, poi la scoperta che si trattava di un povero cane: “Era evidente che doveva avere sofferto molto prima di morire“, ha spiegato.
L’accaduto è stato denunciato ai Carabinieri, dato che l’uccisione di animali è un reato previsto dall’art. 544-bis del Codice Penale ed è punibile con la reclusione fino a due anni.
La dinamica dell’accaduto lascia pensare che sia stata l’azione di più persone; persone con una cattiveria inaudita e capaci di fare altrettanto con un essere umano, dato che non riescono a provare pietà neanche per un essere vivente indifeso come un cagnolino.
Anche a Pinerolo – in provincia di Torino – sono stati ritrovati dei bocconi di carne per attirare randagi e cani padronali, ma stavolta contenenti chiodi e vetro. Fortunatamente, i cittadini hanno tempestivamente avvisato la Polizia Municipale, che ha provveduto a rimuovere immediatamente i bocconi.

Casi che continuano ad accadere nel periodo in cui diversi volontari hanno deciso di muoversi in massa per dire di no a questa situazione disumana e vergognosa, che sta devastando l’Italia quasi fosse una macabra moda.
Alessandra Di Piazza è volontaria da anni ed è stata proprio lei a far partire la protesta dal web con la creazione di un evento su Facebook – “Randagi di Trappeto (PA) avvelenati, mobilitiamo le Istituzioni” – che vede uniti molti volontari. Fra le diverse iniziative, vi è anche una mostra alla Mondadori di via Ruggero Settimo a Palermo, in data da destinarsi.

Sabato 28 aprile, Alessandra Di Piazza – insieme ad Irene La Barbera, Andrea Meli, Salvatore Libero Barone, Vania Cammarata, Giuseppe Purpi, Gabriele Napoli, Daniele Impastato, Giuseppe Dei Rossi, Pierluigi Testa e Giuseppe Maniaci – si è recata al Comune di Trappeto per discutere con il Sindaco dei bocconi avvelenati sparsi per il giardinetto del lungomare – che ha causato la morte di diversi animali, randagi e non – e del pericolo che corrono anche i bambini che frequentano il luogo.
Il Sindaco sembra essere disponibile nel garantire un sostegno e ha promesso ai volontari che farà un tavolo di coordinamento con ASP Partinico per iniziare la sterilizzazione e la chippatura dei randagi.
Adesso i volontari – che non hanno nessuna intenzione di arrendersi – sperano che le promesse fatte vengano mantenute e continueranno a girare tutti i comuni della Sicilia per porre fine a queste morti.

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