Steve Jobs, sua sorella racconta le sue ultime tre parole

Il toccante elogio funebre per Steve Jobs, nel suo funerale a Stanford, è stato merito della sorella Mona Simpson, che ha riportato le ultime parole di vita del fratello anche in un'intervista pubblicata ieri.

di Vincenzo Avagnale 1 Novembre 2011 10:56

L’addio al fondatore della Apple Steve Jobs c’è stato pochi giorni dopo il 5 ottobre, data della sua morte, nell‘università di Stanford, dove fece lo storico discorso che è ormai stato visto ed ascoltato in tutto il mondo e che è solo uno dei tanti del carismatico genio della mela morsicata. La sorella Mona Simpson aveva fatto un elogio funebre commuovente, che adesso è stato pubblicato dal New York Times. Il fratello avrebbe detto prima di morire per tre volte “oh wow“. Secondo la Simpson: “anche la morte è stata un traguardo da raggiungere.”

Per chi si aspettava che le ultime parole del “guru“, del “visionario” (come l’ha definito Obama) fondatore della società di Cupertino perle di saggezza da serbare nel cuore per un ricordo indelebile potrebbe esserne rimasto deluso, ma la verità (come anche la sorella di Jobs ha voluto specificare) è che le sue ultime parole su questa terra sono state parole di meraviglia. Una meraviglia che solo chi ha compreso a fondo Steve Jobs come essere umano può interpretare, meraviglia legata al profondo amore per la vita che aveva come guida primaria verso ogni sua azione, che porta la sorella a descriverlo quasi come un’entità soprannaturale e superumana.

Mona Simpson è la sorella ritrovata di Jobs, che l’aveva incontrato per la prima volta in età adulta a ben 25 anni. In seguito si sono frequentati ed hanno instaurato un legame profondo per altri 27 anni. Oggi viene pubblicato il suo discorso tenuto il 16 ottobre a Stanford per la commemorazione funebre. La Simpson insegna inglese all’Università della California ed è una nota scrittrice.

“Nei suoi ultimi momenti” dice Mona nel suo discorso “Steve sembrava considerare la morte una specie di traguardo. Non l’ha aspettata, l’ha guadagnata lavorando sul suo respiro. E’ stato molto simile a quando ha riconquistato l’abilità di camminare un passo alla volta dopo il trapianto di fegato.” Descrive poi come, nei momenti in cui era ancora in ospedale fosse continuamente attivo e rivolto a come migliorare la struttura e rendere più funzionali i dispositivi Apple per le persone con gravi problemi di salute, di deambulazione e di movimento in generale.

Quel fatidico martedì la Simpson ricorda che raggiunse il fratello che l’aveva fatta chiamare in frette, per “paura che non arrivassi in tempo per dirmi quello che desiderava“. Jobs però era forte e riuscì a resistere quel tanto che era necessario a dire le ultime parole alle persone che amava di piùi. Circondato dai suoi cari e dalle amorevoli attenzioni della moglie Laurene e dei figli passava dalla veglia al sonno in un ritmo quasi “cardiaco“. Infine il “traguardo” della morte, che suo fratello ha raggiunto con lo stupore negli occhi e le parole più semplici del mondo: “OH WOW, OH WOW, O WOW!

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