Letta al Pdl: “Andiamo avanti, il Paese vuole delle risposte”

Il premier si è detto fiducioso sulla tenuta dell'esecutivo. Ma Berlusconi vorrebbe far cadere il governo se la Giunta votasse per la sua decadenza.

di Luca Fiorucci 5 Settembre 2013 9:09

Il presidente del Consiglio Enrico Letta, da San Pietroburgo, dove si trova per il prossimo G20, si è detto fiducioso sulla tenuta del governo: “Io sono ottimista e ho il dovere di essere determinato perchè gli italiani aspettano delle risposte concrete e queste risposte possono arrivare, sono davanti a noi e le raggiungeremo” ha affermato. Letta non sembra neanche temere le minacce di Berlusconi di far cadere il governo se la Giunta per le elezioni del Senato dovesse pronunciarsi per la sua decadenza da senatore: “E’ il leader di uno dei partiti che sostengono il mio governo ha spiegato. Il premier si è detto ottimista anche sulla situazione economica: “Tutti gli elementi ci dicono che alla fine dell’anno la situazione svolterà e negli ultimi mesi del 2013 cominceremo a vedere il segno più”.

Il Cavaliere, però, vede ormai avvicinarsi la data del 9 settembre, quando la Giunta per le elezioni del Senato inizierà a discutere della sua possibile decadenza, e, non vedendo molti spiragli per una decisione a lui favorevole, avrebbe inizialmente pensato di porre fine all’esecutivo già prima di quella data, e far quindi rassegnare subito le dimissioni ai suoi ministri, ma poi si sarebbe deciso ad aspettare qualche giorno, almeno finchè Letta non torna da San Pietroburgo, anche per non irritare il Quirinale. Berlusconi vorrebbe un ritorno alle urne già a novembre, ma teme che, invece, il premier possa riottenere la fiducia alla Camere per un “Letta bis“, magari con il voto di qualche “fuoriuscito” dal Movimento 5 Stelle o dallo stesso Pdl.

Altero Matteoli ha avvertito: “Chiediamo al Pd delle risposte precise, se ci sono il governo va avanti, sennò non ha più senso stare insieme“, e, a chi gli ha chiesto se il governo cadrà con la decadenza di Berlusconi da senatore, ha risposto: “Per forza“. Dall’esecutivo, il ministro democratico Franceschini si è appellato alla responsabilità, affermando: “Il presidente del Consiglio sta partendo per il G20, un appuntamento con un’agenda importantissima. E’ possibile interrompere questa serie continua di minacce quotidiane di crisi che riempiono i giornali, preoccupano i mercati e danneggiano il peso e l’immagine dell’Italia sui tavoli internazionali?” A Franceschini ha replicato il ministro Lupi: Non c’è nessuna minaccia dal Pdl, i dubbi sulla costituzionalità della legge Severino, pur avendola votata, possono esserci e sono legittimi. E’ evidente che il passaggio di lunedì sarà cruciale”.

Il Pd, tramite il responsabile giustizia Danilo Leva, ha però confermato la linea dura: “Evidentemente nel Pdl sono sordi e ciechi. Abbiamo illustrato chiaramente e più volte la nostra posizione, e non cambia. E’ dunque il Pdl che deve porsi il problema. A loro spetta la responsabiità di separare le sorti del governo di servizio dagli interessi personali di Berlusconi“. In serata, lo stesso segretario democratico Guglielmo Epifani, ospite della festa del Pd di Perugia, ha spiegato: la Giunta per le elezioni del Senatoè un organo para-giudiziario e non giudiziario e questo la dice lunga anche sulla possibilità da parte della giunta di adire la Corte Costituzionale. Secondo noi non ci sono queste eccezioni per come è stata congegnata la legge”.

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