Decadenza Berlusconi, slitta voto in Giunta. Il Pdl: “Resti senatore”

Le questioni pregiudiziali sono diventate questioni preliminari, quindi i tempi si allungano. Il Pdl minacciava la crisi, ma poi si è cercata una mediazione.

di Luca Fiorucci 11 Settembre 2013 9:27

Si è tenuta ieri sera la seconda riunione della Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato che deve pronunciarsi sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, ed alla fine questa ha deciso di rimandare la votazione: “Il relatore Augello ha ritirato le sue pregiudiziali e si è deciso all’unanimità di cominciare la discussione generale sulla relazione di Augello. La sua proposta è stata quella di convalidare l’elezione di Berlusconi” ha spiegato la vicepresidente della Giunta Stefania Pezzopane. La discussione sulla relazione Augello è stata quindi rimandata a giovedì prossimo alle 15, quando ogni senatore avrà a disposizione 20 minuti per il suo intervento, più altri 60 per tutto il gruppo.

Le tre questioni pregiudiziali, quindi, diventerebbero semplici questioni preliminari, il che allungherebbe i tempi della discussione. Soddisfatto lo stesso Augello, che ha spiegato: “Abbiamo ottenuto che prima si voti sulle questioni preliminari e poi sulla decadenza di Berlusconi. Ognuno potrà esprimersi su ogni questione pregiudiziale e poi ci sta il voto complessivo”. Il relatore ha anche detto che il clima in Giunta “è stato molto più disteso e conciliante rispetto a quello di ieri“. La giornata di ieri, però, era iniziata in maniera tesa, con le polemiche fra Pd e Pdl, e il segretario pidiellino Angelino Alfano che si diceva “esterrefatto per il comportamento del Pd lunedì in Giunta“.

I berlusconiani, inoltre, minacciavano la crisi di governo se il Pd avesse deciso di votare in Giunta contro le pregiudiziali presentate da Augello, ma il segretario democratico Guglielmo Epifani, ospite della trasmissione “Matrix”, replicava: “La legge è uguale per tutti e quando c’è una sentenza si applica, se in uno Stato non fosse così ci sarebbe solo la legge della giungla“. Nel pomeriggio, però, il premier Letta ha incontrato prima il suo vice Alfano e i ministri del Pdl, poi, separatamente, il segretario del Pd Epifani, e si sarebbe poi detto “fiducioso che alla fine il senso di responsabilità prevarrà e che ci siano le condizioni per andare avanti con l’esperienza di governo“. In Giunta, nel frattempo, si cercava di elaborare una soluzione tecnica, per aggirare lo scoglio delle questioni pregiudiziali.

E il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, da Barletta, rivolgeva un appello all’unità, dicendo: “Se noi non teniamo fermi e consolidiamo questi pilastri della nostra convivenza nazionale, tutto è a rischio, tutto può essere a rischio”. Quindi la scelta di allungare i tempi, trasformando le questioni pregiudiziali in questioni preliminari. Il Movimento 5 Stelle, intanto, ha attaccato: “Il Pdl fa slittare il voto. Solita melina berlusconiana per salvare un condannato a quattro anni”, hanno scritto su twitter i senatori grillini, mentre Mario Giarrusso ha commentato: “Non riusciamo ad ottenere dal relatore delle conclusoni che non abbiano una formula dubitativa, quindi abbiamo detto chiaramente che se lo stesso relatore ha dei dubbi sulle conclusioni deve lasciare l’incarico ad un altro“.

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