Decadenza Berlusconi, incontro Letta-Alfano: “Posizioni distanti”

Il segretario Pdl ha parlato di "un atteggiamento pregiudiziale del Pd", minacciando la rottura se esso voterà per la decadenza da senatore del Cavaliere.

di Luca Fiorucci 22 Agosto 2013 8:00

E’ durato quasi tre ore il vertice svoltosi nel tardo pomeriggio di ieri a palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Enrico Letta e il vicepremier, nonchè segretario del Pdl, Angelino Alfano, per discutere principalmente dell‘agibilità politica di Berlusconi, ma le posizioni rimarrebbero “distanti”. Prende sempre più corpo, quindi, l’ipotesi di una crisi di governo, dato che il 9 settembre la Giunta per le elezioni del Senato dovrà pronunciarsi sulla decadenza da senatore del Cavaliere in seguito alla condanna in Cassazione nel processo Mediaset, e Alfano avrebbe confermato la linea del Pdl: il partito non può rimanere in una coalizione di governo dove l’altro partito fa decadere il leader della forza politica alleata.

Il vicepremier avrebbe lamentato un atteggiamento “pregiudiziale” da parte del Pd, che non vuole neanche affrontare la questione della retroattività della legge Severino, posta da numerosi giuristi; Il Pdl non ha intenzione di far cadere il governo che ha fortemente voluto nell’interesse del Paese, ma non va bene, a questo fine, l’atteggiamento pregiudiziale del Pd” avrebbe affermato Alfano. Per il premier Letta, invece, non si deve sovrapporre l’attività del governo ad una questione che riguarda il Parlamento, e nello specifico la Giunta per le elezioni del Senato, che si dovrà esprimere in base a criteri giuridici e non politici.

Il segretario del Pdl sarebbe invece arrivato all’incontro a Palazzo Chigi con un preciso mandato da parte del partito: cercare un’ultima mediazione per salvare il Cavaliere, e, di conseguenza, il governo di larghe intese. Per il Pdl, i democratici dovranno rendere noto che linea intendono adottare prima del 9 settembre, quando si riunirà la Giunta per le elezioni del Senato, e, se voteranno la decadenza, sarà rottura. Il Pd, invece, rimane orientato a pronunciarsi in tal senso. L’incontro fra Letta e Alfano avrebbe invece portato ad importanti “passi avanti” verso l’ìntesa sulla riforma dell’Imu, che dovrebbe essere affrontata dal Consiglio dei ministri il 28 agosto. Della decadenza di Berlusconi, e dell’eventualità di una crisi di governo, ha parlato anche il segretario del Pd Guglielmo Epifani, affermando:

“In uno stato democratico il principio di legalità è un principio a cui tutti devono soggiacere, perchè davvero la giustizia deve essere uguale per tutti. Speriamo che nessuno voglia prendersi la responsabilità del “tanto peggio, tanto meglio“. Sarebbe davvero paradossale che dopo aver visto perdere il lavoro, visto le aziende chiudere, giovani che non trovano lavoro, si aprisse una crisi al buio in queste condizioni”.

Il presidente della Giunta per le elezioni del Senato, Dario Stefano di Sel, intanto, ha chiarito: “Dobbiamo limitarci a svolgere il ruolo che le norme ci attribuiscono, quello di applicare e in questo caso di discutere sull’incandidabilità intervenuta ed eventuale decadenza di Silvio Berlusconi“. Stefano ha poi aggiunto di voler “portare a compimento l’attività entro il mese di settembre”, e sul risultato finale si è limitato a dire: “Non faccio pronostici“, ma, al momento, la conta dei voti pende nettamente a sfavore dell’ex premier.

Commenti