Decadenza Berlusconi, scontro sui tempi in Giunta

Il Pdl ha chiesto due settimane prima del voto, mentre Pd e M5S vorrebbero continuare a oltranza. Alfano. "Berlusconi riuscirà a far sentire la propria voce".

di Luca Fiorucci 12 Settembre 2013 9:15

La breve tregua a cui si era arrivati martedì fra Pd e Pdl nella Giunta per le elezioni del Senato che deve pronunciarsi sulla decadenza di Berlusconi sembra essersi incrinata ieri, per via di un mancato accordo sul calendario dei lavori, con il Pdl che ha chiesto un tempo di due settimane prima del voto, mentre Pd e M5S volevano continuare a oltranza per votare entro questa settimana, o al massimo lunedì. L’ipotesi più probabile è che si inizi domani si tenga un’altra seduta venerdì o lunedì e poi, all’inizio della prossima settimana, si voti la relazione di Augello. La vicepresidente della Giunta, Stefania Pezzopane, ha spiegato: “In assenza dell’unanimità dovrà essere giovedì il presidente a proporre il calendario“.

Il presidente, Dario Stefàno, si è mostrato ottimista: “Proverò domani a convincere i gruppi. Non vedo troppa distanza. Alla fine il capogruppo del Pdl ha proposto giovedì prossimo per il voto”. Non sono mancate, comunque, le polemiche, con il socialista Enrico Buemi, eletto nelle liste del Pd, che ha lasciato in anticipo l’Ufficio di presidenza per protestare contro l’atteggiamento del Pd che probabilmente vuol far cadere, con questo atteggiamento, il governo Letta“. Mentre il vicepremier e segretario del Pdl Angelino Alfano ha dichiarato: “I mesi prossimi dimostreranno che neanche in questo caso sono riusciti ad abbattere per via giudiziaria Silvio Berlusconi. Il caso Berlusconi non è chiuso. L’ordinamento giuridico offre altre vie ancora“.

Per Alfano, l’ex premier “in qualunque modo finiscano le sue vicende, riuscirà a far sentire la propria voce. Non solo le ragioni di buon diritto ma anche quelle politiche”. Per il segretario del Pdl, è improbabile inoltre che Berlusconi rassegni le dimissioni prima del voto della Giunta, perchè, ha spiegato,non ci sono motivi perchè si dimetta prima“. In precedenza, il capogruppo Pdl alla Camera Renato Brunetta aveva accolto positivamente l’atteggiamento tenuto dai democratici nella seconda riunione della Giunta, ipotizzando che esso fosse dovuto anche al monito all’unità del Quirinale:Il Pd evidentemente si è accorto di aver sbagliato. Pensare la decadenza del senatore Berlusconi in 24 ore era follia pura. Evidentemente qualcuno se ne è accorto e qualcuno ha frenato il Partito Democratico. Penso, molto probabilmente, anche se non lo so con esattezza, il Colle più alto” ha affermato.

Brunetta ha poi ribadito le minacce di crisi di governo, dicendo: “Se il Pd voterà in Giunta con Sel e Cinquestelle per la decadenza di Berlusconi, allora lo stesso Enrico Letta dovrebbe prendere atto che la maggioranza è cambiata su un voto politico e non giuridico“. I tempi, comunque, adesso si allungano. Augello, nella sua relazione, ha proposto di mantenere in carica Berlusconi. Ora il regolamento consente parlare per 20 minuti ad ognuno dei membri della Giunta, e concede un’ulteriore ora di tempo a ciascun gruppo. Si dovranno quindi tenere oltre 15 ore di dibattito, dopodichè si voterà e, in caso di bocciatura, il relatore decadrà dall’incarico e ne verrà nominato uno nuovo che dovrà presentare una nuova proposta. Si svolgerà quindi una nuova discussione, e il Cavaliere avrà dieci giorni di tempo per difendersi ed essere ascoltato dalla Giunta. Solo allora, si potrà procedere al voto.

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