Letta: “Il Pdl si assumerà le sue responsabilità”

Il premier ritiene che, in caso di crisi, il Pdl si prenderà le sue responsabilità, mentre sulla decadenza di Berlusconi "le decisioni del Pd saranno giuste".

di Luca Fiorucci 21 Agosto 2013 8:54

Il premier Enrico Letta ha rilasciato a Vienna un‘intervista alla televisione austriaca, nel corso della quale, rispondendo a chi gli chiedeva se si fidasse di Berlusconi, ha spiegato che ritiene che, in caso di crisi di governo, sia proprio il Pdl a prendersi la responsabilità di eventuali mosse azzardate:Mi fido del fatto che il partito di Berlusconi assumerà le sue decisioni e si assumerà la responsabilità delle sue decisioni” ha detto. Quanto alla decadenza da senatore dell’ex premier, Letta ha affermato invece che “il Parlamento si pronuncerà applicando le leggi“, mentre il Pddeciderà in commissione e le decisioni che assumerà, per quanto mi riguarda, saranno le decisioni giuste“. Su un’eventuale grazia presidenziale, il premier ha invece tagliato corto: “Non sono il presidente della Repubblica, quindi non è in mio potere”.

Letta ha quindi ammonito: in Italia “servono meno parole, più fatti, meno polemiche, più cose concrete e costruttive”, e l’unico modo per diventare un Paese normale “è la stabilità politica perchè il nostro Paese ha vissuto troppa instabilità e troppe polemiche“. Il discorso si lega quindi alla tenuta dell’esecutivo, e in tal senso il premier si è detto “convinto che gli italiani sappiano i costi che avrebbe l’interruzione di un processo virtuoso che dà la possibilità di agganciare la ripresa“, ripresa che per Lettaè a portata di mano”. Sulla durata del suo governo, Letta non ha azzardato previsioni, spiegando semplicemente: “Il mio è un governo parlamentare di grande coalizione e deve la sua fiducia al presidente della Repubblica e al Parlamento e lavorerà finchè avrà la fiducia del presidente della Repubblica e del Parlamento”.

Il presidente del Consiglio ha annunciato inoltre che già il 28 agosto l’esecutivo tornerà al lavoro, con un consiglio dei ministri “importante su misure fiscali, in particolare sull‘Imu e sull’Iva“. Ieri Letta ha anche incontrato il segretario del Pd Guglielmo Epifani, con il quale, secondo fonti di Palazzo Chigi, vi è stata “piena sintonia“. Rimangono però i timori per la stabilità del governo, in attesa del voto della Giunta per le elezioni del Senato che il 9 settembre si dovrà pronunciare sull’eventuale decadenza di Berlusconi da senatore, a seguito della condanna nel processo Mediaset. Si teme, in particolare, che il Cavaliere, in caso di voto a lui sfavorevole, possa decidere di staccare la spina all’esecutivo.

Nel Pdl, Renato Schifani vorrebbe un “approfondimento” sulla legge Severino (che prevede l’incandidabilità e la decadenza di chi è stato condannato a più di due anni), minacciando che, in mancanza di un accordo sulla situazione del Cavaliere, non vi sarebbero neanche i margini per discutere della legge elettorale. Lucio Malan ha invece affermato: “Rimandare la legge Severino alla Consulta? E’ certamente una delle cose da accertare, ci sono degli ampi profili di incostituzionalità che vanno valutati”. Anche per l’ex Guardasigilli Francesco Nitto Palma,la legge Severino ha molteplici profili di problematicità giuridica”, mentre Fabrizio Cicchitto ha citato diversi giuristi che, ha spiegato, “pongono interrogativi sulla costituzionalità della legge Severino“.

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