Intercettazioni, il Pdl ci riprova. Ma Epifani: “Non è priorità”

Presentati alle Camere due progetti di legge, mentre Costa ne ha annunciato un terzo "identico a quello presentato dal governo Berlusconi". Pd contrario.

di Luca Fiorucci 16 maggio 2013 6:28

Riapproda in Parlamento il tema delle intercettazioni, che rischia di provocare nuove divisioni nella maggioranza, proprio mentre, alla Giunta per le autorizzazioni della Camera, è arrivata una richiesta per l’autorizzazione all’ascolto di conversazioni telefoniche di Denis Verdini, Nicola Cosentino e Marcello Dell’Utri. Il Pdl ha già presentato alle Camere due progetti di legge in materia, uno di Maurizio Bianconi a Montecitorio, e uno a Palazzo Madama a firma Domenico Scilipoti, mentre Enrico Costa ne ha annunciato un terzo. Costa ha spiegato:

Il mio testo è identico a quello che era stato presentato dal governo Berlusconi ed è una scelta politica. Proprio ieri, nell’ufficio di presidenza della commissione, ho chiesto che sia data la priorità a quei provvedimenti che erano già stati approvati da una parte del Parlamento, in primis le intercettazioni e la responsabilità civile dei magistrati, in materia di giustizia”.

Il parlamentare Pdl vorrebbe quindi riprendere il disegno di legge presentato dall’allora ministro della Giustizia Alfano nel 2011 e approvato in Senato ma poi arenatosi alla Camera, che già allora provocò frizioni tra Pd e Pdl. Nello stesso Pdl, però, il senatore Caliendo sembra voler smorzare i toni: “Non c’è nessuna indicazione in questo senso da parte del partito, e poi il testo che era stato approvato in un ramo del Parlamento può essere considerato superato da altri accordi raggiunti in seguito in materia”. A far supporre che la questione delle intercettazioni possa venire presto nuovamente affrontata, c’è anche la relazione dei “saggi” di Napolitano, nella quale si afferma la necessità di ridurre l’uso delle intercettazioni che devono essere uno strumento di “ricerca della prova” e non del “reato”.

Anche adesso, comunque, il Pd si mostra contrario a discutere di questo tema: “Il tempismo del Pdl sulle intercettazioni se non è sospetto è certamente inopportuno. Sono giorni che Berlusconi e i suoi pretoriani attaccano la magistratura, prima a Brescia e poi a Milano, con toni inaccettabili” ha affermato Rosy Bindi. E il neosegretario del partito, Guglielmo Epifani, ha avvertito il Pdl, dicendo: “Alzare la tensione sulla giustizia e mettere in primo piano le intercettazioni, che non sono una priorità per il Parlamento nè per il Governo, non aiuta e mette in difficoltà l’esecutivo. Ci auguriamo che Berlusconi non si prenda la responsabilità di rompere l’intesa su cui si regge il Governo. Sarebbe gravissimo“.

Dello stessa opinione il Movimento 5 Stelle:Come al solito la “politica di palazzo” segue le priorità del Paese…” ha dichiarato la capogruppo alla Camera Roberta Lombardi. Sempre sul tema della giustizia, intanto, il plenum del Csm ha approvato un documento in cui si chiede che il ministro della Giustizia “faccia sentire il proprio sostegno alla magistratura intera, senza incertezza alcuna, e affronti subito i temi reali e le difficoltà che affliggono il sistema giudiziario italiano“.

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