Decadenza Berlusconi, Pd e M5S: “Niente rinvii”

Alla Giunta per le elezioni il relatore Augello (Pdl) ha presentato tre pregiudiziali. Schifani: "Muro contro muro, non si può più parlare di maggioranza".

di Luca Fiorucci 10 Settembre 2013 9:30

Ha iniziato ieri i suoi lavori la Giunta per le Elezioni e le Immunità del Senato che dovrà decidere sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi in seguito alla condanna nel processo Mediaset, e si sono subito riaccese le polemiche fra Pd e Movimento 5 Stelle, da una parte, e Pdl dall’altra, con nuovi venti di crisi per il governo. Il relatore Andrea Augello, del Pdl, ha infatti presentato subito tre questioni pregiudiziali relative alla legge Severino, proponendo un ricorso alla Corte Costituzionale, un ricorso alla Corte Europea di Giustizia e chiedendo comunque un’interpretazione nel merito di tale legge e della sua retroattività. Pd, M5S e Scelta Civica hanno però chiesto e ottenuto di esprimersi su queste pregiudiziali con un unico voto, che varrà anche sull’intera relazione di Augello.

Se, come sembra probabile, ci dovesse essere una bocciatura, Augello decadrebbe da relatore e verrebbe sostituito con uno scelto tra coloro che hanno espresso voto contrario. La lettura del documento del relatore è proseguita per tutto il pomeriggio, e alla fine, dal Pdl, Alberti Casellati ha proposto una sospensione per studiare le carte, Malan ha annunciato la presentazione di un’altra pregiudiziale, Caliendo ha detto che non si può procedere con un voto unico. Verso le 21, il presidente della Giunta, Dario Stefàno di Sel, ha proposto di aggiornare i lavori, spiegando: “E’ molto probabile che ad un voto si arriverà domani sera“.

A proposito dei lavori della Giunta, il capogruppo Pdl al Senato Renato Schifani ha ammonito: “Dalla giunta provengono segnali di muro contro muro. Un inaccettabile atteggiamento da parte del Pd e di M5S che intendono votare martedì contro le pregiudiziali formulate dal relatore. Se dovesse succedere questo, non credo che si potrebbe più parlare di maggioranza a sostegno del governo“. Ospite della trasmissione “Porta a Porta”, Schifani ha rincarato la dose, affermando: “Siete andati oltre ogni limite, altro che plotone di esecuzione, siete arrivati alla camera a gas” ha affermato. Al capogruppo Pdl al Senato ha poi replicato il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, dicendo: “E’ chiaro che se dovessimo dar corso a queste minacce avremo la prova provata che si usa questo caso come un atto di grave irresponsabilità verso la condizione economica e sociale del Paese. Se qualcuno lo farà se ne assumerà tutta la responsabilità“.

E il ministro Franceschini ha precisato: “Mi pare che su questo il Pd abbia le idee assolutamente chiare e sia assolutamente unito: lo stato di diritto viene prima di ogni cosa“. Toni ancora più duri dal Movimento 5 Stelle: sul profilo Twitter dei grillini al Senato si legge infatti: “Il relatore Augello si rifiuta di presentare le conclusioni e avanza solo questioni pregiudiziali. Vuole solo perdere tempo“. Intanto, da fonti della Corte Europea dei diritti dell’uomo, hanno fatto sapere che una prima valutazione sul ricorso presentato da Berlusconi potrà arrivare non prima di tre-quattro mesi”, mentre il 19 ottobre, davanti alla III Corte d’Appello di Milano, si svolgerà l’udienza per il processo Mediaset per la riodeterminazione dell’interdizione dai pubblici uffici.

Commenti