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Matteo Renzi

Primarie del centrosinistra, albo degli elettori e doppio turno

Sono state fissate le regole per le primarie del centrosinistra, che dovranno essere approvate dall’assemblea nazionale del Pd prevista per sabato prossimo e poi portate al tavolo della coalizione. Tali regole prevedono un doppio turno di votazione, un albo degli elettori a cui registrarsi e un patto di coalizione tra i candidati. Chi vorrà votare dovrà quindi ritirare un certificato elettorale almeno un giorno prima delle elezioni, ma si potrà ritirare la “tessera” anche la domenica stessa delle primarie: in ogni comune sarà infatti aperto un ufficio elettorale per iscriversi all’albo degli elettori. Chi vota alle primarie dovrà inoltre sottoscrivere una dichiarazione di sostegno al centrosinistra, e i nomi dei votanti potranno essere pubblici in quanto “sostenitori” della coalizione.
Quanto al doppio turno di votazione, è previsto che solo chi vota al primo turno potrà farlo anche al secondo. L’assemblea di sabato del Pd deve inoltre votare altri due punti: il primo è un patto di coalizione da stringere con le altre forze politiche che partecipano alle primarie, quindi tra Pd, Sel e Psi di Riccardo Nencini. Non dovrebbe sottoscrivere tale accordo l’Api, che si presenta con alle primarie con Bruno Tabacci, perchè, si spiega, “L’Api è fuori dal campo del centrosinistra.” Il secondo consiste in un patto tra i candidati, per il quale chi perde sostiene comunque il candidato risultato vincitore delle primarie.

Tribunale

Lazio, Fiorito e il coordinamento regionale Pdl indagati a Viterbo

L’ex capogruppo Pdl alla Regione Lazio Franco Fiorito è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Viterbo per il reato di calunnia e falso assieme ad alcuni componenti del coordinamento regionale del partito nell’ambito dell’inchiesta sulle fatture gonfiate o false. Per l’accusa, Fiorito avrebbe falsificato personalmente o tramite terzi le fatture dell’ex capogruppo Pdl alla Regione Francesco Battistoni. L’ex tesoriere è stato ascoltato oggi dal pm Massimiliano Siddi, titolare dell’inchiesta. Egli era già stato sentito dai magistrati viterbesi lo scorso 24 settembre, ma come testimone.
Il fascicolo riguardante le fatture false o gonfiate è stato aperto in seguito ad una denuncia per diffamazione a mezzo stampa presentata dai legali di Battistoni contro il giornalista Paolo Gianlorenzo, per via della pubblicazione su un sito web di una decina di fatture relative alle spese sostenute da Battistoni. Per il procuratore capo di Viterbo Alberto Pazienti, tali fatture “sono state evidentemente e grossolanamente alterate o falsificate.” Il giornalista ha sostenuto che queste gli erano state consegnate da qualcuno “vicino” a Fiorito.