Berlusconi: “Crisi? Non sarà colpa mia”. Anm: “Basta linciaggi”

Il Cavaliere ha dato la colpa di un'eventuale crisi di governo al Pd. L'Anm ha denunciato gli attacchi ai magistrati volti a "sminuire" la sentenza Mediaset.

di Luca Fiorucci 23 Agosto 2013 8:51

Silvio Berlusconi ha rilasciato un’intervista al settimanale “Tempi” nella quale ha evocato lo spettro di una crisi di governo, scaricandone però la responsabilità sul Pd, in caso questo votasse per la sua decadenza da senatore:Diranno che è colpa mia se i ministri del Pdl valuteranno le dimissioni davanti al massacro giudiziario del loro leader eletto da milioni di italiani. Ma io mi domando: se due amici sono in barca e uno dei due butta l’altro a mare, di chi è la colpa se poi la barca sbanda?” ha affermato. L’ex premier ha inoltre riparlato della sentenza che lo ha visto condannato in via definitiva nel processo Mediaset, definendola “una sentenza infondata, ingiusta, addirittura incredibile“, e ha detto che “la Costituzione e il buon senso offrono molte strade” per evitare la sua uscita dalla scena politica, dove vuole anzi conservare un ruolo di primo piano.

Infatti, ha poi aggiunto: “Possono farmi tutto ma non possono togliermi tre cose: il diritto di parola sulla scena pubblica e civile italiana; il diritto di animare e guidare il movimento politico che ho fondato; il diritto di essere ancora il riferimento di milioni di italiani, finchè questi cittadini liberamente lo vorranno”. Il segretario del Pdl e vicepremier Angelino Alfano, dopo il fallimento dellincontro con Letta, ha rivolto un appello al Pd affinchè non dia “un voto “contra personam”, contro il loro avversario di sempre, contro il loro nemico storico”. Ad Alfano, e soprattutto a quanti nel Pdl minacciano la fine dell’esecutivo, ha replicato duramente il ministro Franceschini: Alle minacce e agli ultimatum basta rispondere con un principio molto semplice: non si barattano legalità e rispetto delle regole con la durata di un governo. Mai”.

Il premier Enrico Letta ha intanto incontrato ieri mattina al Quirinale il presidente Napolitano, per riferirgli del faccia a faccia con il vicepremier Alfano e delle prospettive per l’esecutivo. L‘Associazione Nazionale Magistrati, invece, in una nota firmata dal presidente Sabelli, dal suo vice Savio e dal segretario generale Carbone, è intervenuta per denunciare “il susseguirsi di articoli di stampa e di servizi televisivi contenenti gravi offese a singoli magistrati e inaccettabili attacchi all’ordine giudiziario, giunti fino alla redazione di elenchi di magistrati, che evocano liste di proscrizione”. Per l’Anm, si tratta di un’operazione strumentale, fondata sull’uso sistematico di argomenti falsi ed evidentemente diffamatori, volti a screditare la magistratura e l’operato di singoli magistrati“.

Nella nota, si sottolinea soprattutto come “Ciò avviene in collegamento con la conclusione del processo Mediaset, con l‘evidente finalità di sminuire gli effetti di una sentenza definitiva e nel pervicace tentativo di neutralizzare le conseguenze della stessa“. Il riferimento, seppur non esplicito, è ad alcuni quotidiani di centrodestra come “Il Giornale” e “Libero“, che hanno rivolto pesanti accuse al giudice Esposito, presidente della sezione feriale della Corte di Cassazione che ha condannato Berlusconi, o al settimanale “Panorama“, che ha pubblicato una lista di “venti pm rossi anti Cav“, “colpevoli” di aver inquisito l’ex premier.

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