Decadenza, Berlusconi: “E’ colpo di Stato, il 27 in piazza”

L'ex premier ha ribadito di essere stato condannato tramite una "sentenza politica", e ha detto che Napolitano dovrebbe dargli la grazia senza che la richieda.

di Luca Fiorucci 24 Novembre 2013 11:49

Il Pd ha confermato che si terrà il 27 novembre il voto sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, e lui ieri, in un’intervista al “Mattino”, ha annunciato: Non mi dimetto prima, non ci penso nemmeno. Aspetterò che votino. Che si assumano la responsabilità di una cosa di cui si dovranno vergognare per sempre”. Il Cavaliere ha inoltre invitato tutti i suoi sostenitori a manifestare, il 27 appunto, davanti a Palazzo Grazioli alle 14. Subito dopo, probabilmente, verrà meno il sostegno di Forza Italia al governo, che comunque dovrebbe riuscire ad evitare la crisi grazie agli “alfaniani” del Nuovo Centrodestra, come ha spiegato lo stesso Berlusconi, dicendo: “Perchè mai si dovrebbe tornare al voto? Il governo non ha forse raggiunto una maggioranza in grado di reggere, anche se noi passeremo all’opposizione?”  A proposito della scissione con Angelino Alfano e i “governativi”, l’ex premier ha spiegato: “Se capiscono di aver sbagliato, siamo pronti a riaccoglierli”.

Berlusconi ha annunciato inoltre di avere un colpo segreto” contro Matteo Renzi, che però non sarà sua figlia Marina. Il Cavaliere ha ribadito di poter dimostrare che la sentenza che lo ha visto condannato in via definitiva nel processo Mediaset sia “irrealistica e condizionata politicamente, poichè, ha affermato, “presto arriveranno dall’America testimonianze decisive che potrebbero dimostrare la sua innocenza. Berlusconi si starebbe inoltre preparando a tenere, il 27 novembre, un ultimo discorso da senatore, in cui ribadirebbe di essere una vittima della magistratura. Il leader di Forza Italia ha poi parlato nel pomeriggio ad una convention di giovani del partito, dove ha attaccato: “La sinistra ha preso tutti i poteri, nel giornalismo, scuola, università e così nella magistratura, fino al Csm, ed ha ribadito di essere stato condannato attraverso “una sentenza politica, incredibile, assolutamente infondata, utilizzata per porre le basi per un processo di decadenza per l‘omicidio politico del leader del centrodestra, è un colpo di Stato, non credo che possiamo accettare una sentenza così fatta”.

Ha quindi attaccato il “Corriere della Sera”, poichè, ha affermato, l’avviso di garanzia del ’94 a Napoli “mi fu comunicato attraverso il “Corriere della Sera”, da sempre organo non ufficiale, anzi ufficiale, della Procura di Milano”. Inoltre, è tornato sulla vicenda di Vittorio Mangano, lo stalliere accusato di mafia che aveva lavorato per lui ad Arcore, e che Marcello Dell’Utri aveva definito “eroe” per non aver ceduto ai pm che volevano fargli parlare dei presunti rapporti tra lo stesso Dell’Utri, Berlusconi e la mafia: “Credo che Marcello abbia detto bene quando ha definito Mangano un eroe” ha affermato.

Il Cavaliere ha poi rivolto un appello perentorio a Napolitano per la grazia: “Il Presidente della Repubblica non dovrebbe avere un attimo di esitazione a dare, senza che io presenti la richiesta, perchè ho la dignità di non chiederla, un provvedimento che cancelli l’ignominia dell’affido ai servizi sociali”. Per Berlusconi, infatti, sarebbe umiliante, ha spiegato, “essere affidato ai servizi sociali per riabilitarsi, pulire i cessi come diceva don Mazzi”. Dal Pd, il responsabile Giustizia Danilo Leva ha critica duramente le dichiarazioni dell’ex premier, che, ha affermato, “in un’orgia di affermazioni dal carattere esplicitamente eversivo e provocatorio, attacca e offende impunemente le istituzioni repubblicane e i principi costituzionali“.

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