Madre si lamenta: “Il diario di Anna Frank è troppo pornografico”

Ma nel 2010 anche in Italia c'era chi gridava allo scandalo: il leghista Paolo Grimoldi presentò addirittura un'interrogazione parlamentare per certi brani.

di Stefania Calabrese 2 maggio 2013 12:20

Dopo oltre 10 anni, l’ultima edizione del famoso diario della ragazzina ebrea costretta a nascondersi dai nazisti per sfuggire all’Olocausto, intitolata “Anne Frank: The Diary of a Young Girl”, che reinserisce nel testo alcuni brani censurati nella pubblicazione originale perché ritenuti troppo privati, torna a far discutere.

Gail Horalek, madre di un’alunna di Northville, Michigan, ha presentato infatti una denuncia formale al distretto scolastico per l’adozione del libro fra i testi didattici, sostenendo che questa edizione, convenzionalmente ritenuta quella definitiva, sia “troppo pornografica”. La signora si riferisce evidentemente ad alcuni passaggi in cui la tredicenne tedesca esplora il proprio corpo, descrivendo l’anatomia delle parti intime.

Sarebbe stata proprio tale descrizione, giudicata troppo dettagliata, ad aver messo a disagio la figlia della signora Horalek, coetanea di Anna Frank.

“Questo non significa che mia figlia sia troppo protetta – ha dichiarato la donna, per giustificare la propria denuncia. – Non significa che io viva sotto una campana di vetro e non significa che stia cercando di mettere libri al bando”.

Gail Horalek ritiene semplicemente che questo testo sia inadeguato per dei ragazzi delle scuole medie e che non spetti agli insegnanti trattare con loro l’argomento della sessualità, riservato esclusivamente ai genitori.

L’episodio ha dei precedenti: che un genitore si lamentasse del Diario era già accaduto in Virginia nel 2010 e la conseguenza fu che il libro venne effettivamente escluso dai percorsi didattici. La medesima sorte potrebbe incontrare oggi nel Michigan a seguito di questa denuncia.

Tuttavia anche in Italia, sempre nel 2010, un deputato leghista provò a gridare allo scandalo per l’edizione integrale del Diario di Anna Frank, presentando addirittura un’interrogazione parlamentare all’allora ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, definendo troppo “hard” i suddetti passaggi del libro.

“Credo che il ministro dell’Istruzione – aveva commentato all’epoca il dirigente della scuola elementare  in cui era stato adottato il testo – abbia cose più importanti di cui occuparsi. Le descrizioni recriminate vengono espresse in termini talmente ingenui, come è logico attendersi da una dodicenne degli anni ’40, da non destare, soprattutto se mediata dall’intervento dell’insegnante, particolare turbamento in bambini del ventunesimo secolo che in Tv vedono e sentono di peggio”.

C’è da chiedersi in effetti, se davvero un brano scritto da una dodicenne del secolo scorso può arrivare a scandalizzare i coetanei di oggi.

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