Biblioteca toglie un bando del 1906 su un libro “pornografico”

di Vincenzo Avagnale 24 Settembre 2011 11:47

Ha fatto subito il tutto esaurito il libro di Mark Twain, definito dagli studiosi di letteratura contemporanea “il primo vero scrittore americano”, che la biblioteca pubblica del Massachusetts aveva reso disponibile dopo un divieto secolare. Il bando era stato posto nel 1906 perchè il libro, che trattava con vena satirico-comica la storia di Adamo ed Eva, veniva considerato pornografico, in quanto in alcune pagine c’erano delle scene di nudo!

La fondazione che gestisce la Biblioteca pubblica di Charlton ha deciso di togliere il divieto in auge fin dal 1906 all’inizio di questa settimana sul “Diario di Eva”. Il direttore della biblioteca, Cheryl Hansen, ha deciso di annullare il secolare bando per via dell’evidente inutilità e dei tempi definiti scherzosamente “assai più maturi per quest’opera, se oggi il pubblico ha accesso alla pornografia online di certo la lettura di quest’opera non farà offesa alla morale comune di chi potrebbe consultarlo, dopotutto le scene di nudo sono soltanto tre. Personalmente sospetto che i miei predecessori avessero una personale avversione per quest’opera e che sia questa la vera ragione per cui hanno vietato la libera consultazione del diario. Penso che la sua accessibilità porterà nuovo interesse nel pubblico.”

Non è stata smentita e l’opera di Twain è stata letteralmente presa d’assalto con numerose prenotazioni per poterla consultare (pare che la lista d’attesa sia addirittura di mesi). La direttrice della biblioteca non era a conoscenza della presenza dell’opera e ne tanto meno del bando che gravava su di essa da ben 105 anni. L’illuminazione le è arrivata da un articolo di un giornalista in caccia di scoop, il quale ha fortemente attaccato la biblioteca per il mantenimento di misure così bacchettone perfino nel terzo millennio. La direttrice dal canto suo non se l’è presa a male, anzi, ha ringraziato pubblicamente il giornalista per aver attratto la sua attenzione sulla faccenda ed avergli permesso di rimettere a disposizione di tutti un’opera di quel valore.

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