Firenze, voragine di 200 metri sul Lungarno. Nardella: “Errore umano”

La voragine sarebbe stata causata dalla doppia rottura di una tubatura. Una ventina di auto sono state inghiottite, e due palazzi sono stati evacuati. Il sindaco: "Chi ha sbagliato dovrà pagare".

di Luca Fiorucci 26 Maggio 2016 4:51

Un‘enorme voragine, lunga circa 200 metri, larga 7 e profonda 3 e mezzo, si è aperta all’alba di mercoledì sul Lungarno Torregiani, nel pieno centro di Firenze, tra ponte Vecchio e ponte Le Grazie, inghiottendo anche una ventina di auto che erano in sosta.  Non vi è stato, per fortuna, nessun ferito, ma due palazzi storici sul Lungarno sono stati evacuati in via precauzionale, anche se in serata i residenti sono stati fatti rientrare, mentre decine di migliaia di cittadini sono rimasti senz’acqua fino al pomeriggio, e i danni ammonterebbero a cinque milioni di euro. All’origine della voragine vi sarebbe la rottura di due tubature, la prima delle quali sarebbe avvenuta intorno a mezzanotte: l’acqua avrebbe poi iniziato a uscire sempre più copiosa dalle spallette che separano la carreggiata dal letto dell’Arno, al punto che già nella notte il Lungarno veniva chiuso, e, anche se alle 3.2o i tecnici di Publiacqua finivano di riparare il primo guasto, alle 6.14 si verificava il crollo, a cui ne seguiva un secondo intorno alle 11.

L’acqua ha inoltre allagato la voragine, sommergendo in parte le automobili cadute all’interno, ma, dopo alcune ore, le idrovore sono riuscite a svuotarla, e i veicoli finiti lì sono stati rimossi. Il sindaco di Firenze Dario Nardella ha spiegato: “Intorno a mezzanotte e mezzo i vigili urbani sono stati chiamati e verificato che si era rotto un tubo dell’acquedotto sul Lungarno, all’1.30 l’allerta più importante perché si è rotto il tubo da 70 centimetri di diametro. Alle 6.14 il crollo”, e resta ora da capire come “questa rottura abbia potuto causare il crollo“. Si sospetta tra l’altro che, una volta chiuso il tubo del primo guasto, si possa essere verificato un cosiddetto colpo d’ariete”, ossia un aumento della pressione sulle altre tubature e, di conseguenza, la rottura di quella principale. Nel pomeriggio, durante uno dei vari sopralluoghi, Nardella ha accusato: “Più passa il tempo e più mi pare evidente che si tratti di un errore umano. Chi ha sbagliato dovrà pagare”.

Parlando con l’agenzia Dire, il sindaco ha poi attaccato direttamente l’amministratore delegato di Publiacqua Alessandro Carfì, affermando: Ci ha detto che stanotte era tutto ok, ma forse così non era. Ci sono i video, c’era acqua in strada a mezzanotte. Sono intervenuti i vigili, i pompieri, gli operai, sono state fatte spostare dodici macchine e i tecnici che fanno? Vanno a dormire...” Secondo Nardella, quindi, “Ci sono ancora molti punti non chiari fra la segnalazione di questa notte e lo smottamento di questa mattina“. Una signora che abita in uno dei palazzi sul Lungarno ha invece raccontato: “Già stanotte c’era acqua in strada. Mio figlio è tornato verso mezzanotte e si è dovuto togliere le scarpe: l’acqua, mi ha riferito, gli arrivava sopra le caviglie. Ha chiamato i vigili ma noi non abbiamo poi visto nessuno“.

Intanto il pm di turno Gianni Tei ha aperto un’inchiesta, e sembra che siano già stati acquisiti alcuni documenti nella sede di Publiacqua, ma ancora non è chiaro quale sia l’ipotesi di reato e se vi siano indagati. La spalletta che corre lungo l’Arno ha subito danni e, in un breve tratto, si è anche spostata, per cui il dipartimento di ingegneria e geologia ha installato un’apparecchiatura radar per accertare se vi siano ulteriori movimenti. Palazzo Pitti è stato chiuso alle visite in via precauzionale, mentre la Galleria degli Uffizi, che si trova proprio sull’altra sponda dell’Arno, è rimasta aperta, pur essendo senz’acqua. Chiuse anche diverse scuole, mentre altre sono state rifornite di acqua tramite autobotti. In tarda mattinata si è recato sul posto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti, che, ha spiegato il sindaco, “ci ha garantito la copertura per tutti i finanziamenti che saranno necessari al ripristino del Lungarno crollato“.

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