Apre la confezione del latte, ci trova dentro un topo morto

Sembra che il roditore sia stato inscatolato insieme al latte, prodotto in Alto Adige, precocemente andato a male a causa della contaminazione.

di Simona Vitale 28 agosto 2012 16:45

Davvero una raccapricciante esperienza quella che ha vissuto una donna di Ponte nelle Alpi, in provincia di Belluno. Una volta aperto infatti il cartone del latte, per fare colazione, la donna vi ha trovato dentro la carcassa di un topo in stato di putrefazione. Come riportato da Il Gazettino,  pare che dal brick del latte fuoriuscisse un odore nauseabondo. “Indescrivibile l’odore emanato dalla carcassa del roditore”, ha assicurato la donna, preda di una forte nausea alla vista del deceduto roditore. Sembra che il topo sia stato inscatolato insieme al latte, precocemente andato a male a causa della contaminazione.

La donna, come si legge dal quotidiano Il Gazettino, ha raccontato la vicenda con evidente disgusto: “Non usciva che una minima quantità di latte, così ho allargato l’apertura fino a dover tagliare di netto la parte superiore del cartone”. Nonostante la segnalazione alla Cooperativa di San Vito, che gestisce anche l’esercizio commerciale di Alleghe, che prontamente ha allertato la latteria produttrice, sia stata alquanto tempestiva, solo nel tardo pomeriggio di ieri la donna è stata contattata per chiedere l’invio di materiale fotografico certificante l’avvenuta e macabra scoperta del topo, con ogni probabilità incorporato al latte nell’ultima fase di inscatolamento del latte prodotto in Trentino Alto Adige.

Come ha poi aggiunto la donna:

Oltre il danno anche la beffa, visto che anziché le scuse del caso ho ottenuto solo una richiesta di ufficio per dimostrare ancora quanto è invece (spero ancora per poco) conservato, mio malgrado, in frigo. Nessuna lamentela per il negozio che si è dimostrato pronto e attento come di consuetudine, ma dalla direzione della centrale del latte un po’ più di efficienza e cortesia me la sarei aspettata. Non resta che segnalare il caso ai Nas, confidando che almeno loro siano più celeri e attenti della rete che gestisce la fornitura.

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