Le potenzialità del consulente patrimoniale: ne parliamo con Enrico Cerreto

Il patrimonio di un cliente non è composto solo da beni mobili e immobili, ma anche da relazioni affettive e beni intangibili.

di Redazione 2 ottobre 2018 18:32
Le potenzialità del consulente patrimoniale: ne parliamo con Enrico Cerreto

“Non sono rari i casi in cui al tavolo di mediazione entra in gioco il consulente patrimoniale come figura di supporto tecnico per le parti”. Queste le parole del consulente patrimoniale Enrico Cerreto, che da esperto ci fa capire le potenzialità di questa figura.

Il patrimonio infatti è spesso oggetto di disputa tra familiari, soprattutto quando si tratta di successioni ereditarie e divisioni.

“Il consulente patrimoniale – afferma – è di fondamentale importanza quando una famiglia si trova di fronte ad un complesso di beni (immobili, mobili, materiali, immateriali) sul quale le parti devono prendere delle decisioni, cercando soluzioni che soddisfino le aspettative di ciascuno e che siano anche efficienti sul piano fiscale e finanziario”.

Esperto in protezione, conservazione e trasferimento della ricchezza, il consulente patrimoniale è in grado di individuare e realizzare strategie personalizzate in relazione alle diverse esigenze patrimoniali dei clienti e delle loro famiglie.

Il patrimonio di un cliente non è composto solo da beni mobili e immobili, ma anche da relazioni affettive, beni intangibili quali la propria istruzione e la propria cultura, di componenti emotive e sociali, che un consulente deve assolutamente tenere in considerazione.

“Il consulente patrimoniale – osserva Enrico Cerreto – non è un tuttologo, ma deve essere in grado di gestire anche investimenti in beni non finanziari, cercando il più possibile di comprendere le dinamiche dei relativi mercati. Tra gli investimenti alternativi alle classiche soluzioni finanziarie possono inoltre essere annoverati i club deals (immobiliari e non), l’investimento in start-up (anche tramite piattaforme dedicate), il peer to peer lending, ed anche i più tradizionali investimenti in terreni agricoli (vitigni, bambù, canapa ecc..)”.

In pratica possiamo sintetizzare che le competenze di un consulente patrimoniale professionista e la sua capacità nell’analizzare le esigenze del cliente, risultano più ampie di quelle che normalmente vengono richieste ad un consulente finanziario che si occupa, più che altro, di investimenti finanziari.

“Il consulente patrimoniale – osserva Cerreto – ha una visione a 360°. Avvalendosi di un network di professionisti, partendo da un’attenta valutazione, trova soluzioni e vantaggi per gestire al meglio il patrimonio del cliente in termini di investimenti, tutela patrimoniale, mutui, finanziamenti, previdenza e risparmio”.

Cosa non fa il consulente patrimoniale? Ecco la risposta esaustiva e concisa dell’esperto Enrico Cerreto: “In rispetto alla direttiva Mifid, non fornisce consigli su specifici strumenti/titoli in merito a scelte d’investimento, ma si limita ad una consulenza definita dalla normativa “generica”, cioè mirata all’analisi dei rischi e dei costi”.

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