Polverini in auto contromano per lo shopping, il web si indigna

Sommersa dalle critiche, l'ex presidente della Regione Lazio chiede la revoca del servizio di scorta.

di Stefania Calabrese 19 Ottobre 2012 11:03

Beccata a Roma a bordo di un’auto pagata dai contribuenti mentre si dirige contromano verso un negozio di scarpe da via del Corso fino al Testaccio, la governatrice dimissionaria del Lazio Renata Polverini torna al centro delle polemiche e degli strali della rete.
A denunciarne sui social network il comportamento poco ortodosso è una motociclista che, dopo aver notato il macchinone dai vetri oscurati, ha deciso di seguirlo fino a destinazione, la rinomata boutique Boccanera, dove è possibile acquistare calzature delle griffe più prestigiose.

 
La notizia si è immediatamente diffusa nel web, rimbalzando fra Twitter, Facebook e diversi blog, scatenando le reazioni di indignazione e polemica da parte degli utenti, ma anche di esponenti della politica.
Il senatore dell’Idv Stefano Pedica ha annunciato che presenterà “un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei conti perché la presidente dimissionaria non ha alcun diritto di sperperare i soldi dei cittadini“, mentre il segretario del Pd di Roma Marco Miccoli ha definito l’accaduto “una vergogna totale”.

“La Regione è ferma da oltre venti giorni in attesa del voto – ha spiegato Miccoli – e la presidente impiega il suo tempo e i mezzi messi a disposizione dallo Stato e pagati con i soldi dei contribuenti per acquistare alcuni capi del guardaroba personale. Polverini smentisca o se ne vada. O meglio alzi i tacchi… nuovi”.

In serata l’ufficio stampa della Regione Lazio ha dovuto diffondere un comunicato per precisare che l’auto sulla quale viaggia la governatrice non è un’“auto blu”, ma “un mezzo adibito al servizio di tutela con a bordo due agenti di polizia”, incaricati di garantirne la sicurezza, essendo la Polverini sotto tutela dal 2008, cosa che comporta la presenza degli agenti di scorta “durante l’arco dell’intera giornata ed in ogni spostamento”.
Prendendo atto tuttavia delle dure reazioni scatenate dalla diffusione della notizia, Renata Polverini si è vista “costretta suo malgrado”, come si legge nel testo, a chiedere la sospensione del servizio di tutela.

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