Regione Lazio, la Polverini si dimette: “Ora mi sento libera”

La polverini ha iniziato la conferenza stampa al Residence Ripetta sulla crisi alla Regione Lazio, dopo aver comunicato la sua volontà agli assessori.

di Simona Vitale 24 Settembre 2012 20:14

Un epilogo che sicuramente era atteso ed, infine, è giunto. Parliamo di Renata Polverini, presidente della regione Lazio che ha deciso di dimettersi dalla sua carica. Una fine che sembrava ormai inevitabile, soprattutto dopo le parole che erano state rivolte ad Angelino Alfano: “La misura è colma. Non ci sto a farmi sparare addosso, a farmi umiliare per colpe che non ho”. Poco prima delle dimissioni, anche Gianfranco Casini aveva sciolto le riserve chiedendo elezioni anticipate per la regione Lazio. 

Comunico  ciò che ho detto ieri a Napolitano e poi a Monti le mie dimissioni irrevocabili da presidente della Regione Lazio”. Così Renata Polverini ha iniziato la conferenza stampa al Residence Ripetta sulla crisi alla Regione Lazio, dopo aver comunicato la sua volontà agli assessori della Regione. Con chiaro riferimento allo scandalo di Fiorito, la Polverini ha poi aggiunto:

Li mando a casa io, consiglieri indegni: Io ho intenzione di continuare a testa alta. Con questi malfattori non ho niente a che fare: Lo devo alle persone leali come il presidente Cioccetti dell’Udc che mi è stata fedele fino all’ultimo. Questa storia nasce per una faida interna al Pdl. Un partito che non consegnò la lista che ci ha consegnato un dibattito interno coordinato da personaggi ameni che si aggirano in Europa. 

Non mancano anche attacchi al Pd e al Idv, rispettivamente:

Voleva regolare una battaglia interna. Vadano a casa ma non si permettano di parlare di me e dei miei collaboratori. Le ostriche non le ha inventate l’ex capogruppo. Io non hai avuto una carta di credito nemmeno i miei collaboratori….Allora io dico basta, non lo merita la mia storia personale, la mia famiglia, infangata da due anni. Da pochi minuti sono tornata una persona libera e mi sento veramente bene. Due anni e mezzo in questo sistema, me lo sentivo come una gabbia.

Il pressing sulla Polverini si era fatto maggiore nel corso degli ultimi giorni, con Rocco Buttiglione che in diverse occasioni aveva invitato i consiglieri dell’Udc a far cadere la giunta. Anche il presidente del Consiglio Mario Monti aveva parlato di una situazione inaccettabile.

Gianni Alemanno, sindaco di Roma, poco prima delle dimissioni ufficiali della Polverini aveva dichiarato che “è clamoroso e la fiera dell’ipocrisia che un presidente eletto dal popolo debba anche solo essere messo in discussione per dimettersi senza aver ricevuto neanche un avviso di garanzia o provvedimento simile”.

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