Piano Economico Finanziario: quali fattori e capisaldi considerare per una corretta predisposizione?

Un corretto piano economico finanziario deve basarsi su alcuni capisaldi fondamentali, vediamo quali.

di Maria Barison 4 Giugno 2020 11:09

Una equilibrata posizione patrimoniale e finanziaria dell’impresa, in presenza di ambiziosi progetti di sviluppo, necessita dell’apertura, del capitale societario, a investitori istituzionali e ai diversi mercati regolamentati. Un piano di sviluppo aziendale, fondamentale nella vita di una qualsiasi azienda, oggi è diventato ancor più di vitale importanza per la sopravvivenza delle imprese.

Piano economico finanziario: cos’è e a cosa serve

Nel momento in cui un’azienda decide di effettuare degli investimenti per la crescita o l’espansione sul mercato nazionale o sui mercati esteri, data le difficoltà nel reperimento diretto di risorse finanziarie, deve necessariamente ricorrere a finanziamenti concessi da terze parti. Con la digitalizzazione dei marketplace di approvvigionamento finanziario  e con le innovazioni tecnologiche in ambito informatico sono nate tutta una serie di forme di accesso al credito: crowdfunding, Minibond, quotazione in borsa attraverso lo specifico mercato di capitali destinato alle PMI, ed altre ancora.

Tuttavia, queste modalità citate continuano a basarsi sul metodo storico per antonomasia, ovvero quello inerente al canale bancario. Inutile sottolineare come tale canale rimanga comunque quello maggiormente utilizzato per il principale vantaggio offerto, ovvero le tempistiche di accesso relativamente brevi. Questo vantaggio però, intrinsecamente nasconde anche un lato negativo, ovvero i vincoli a cui si deve sottostare. Le banche infatti, oltre agli ultimi bilanci (dai 3 ai 5 esercizi economici), richiedono alle imprese anche un piano economico finanziario, basato su due pillar fondamentali:

  • La descrizione nel dettaglio dell’identità dell’azienda richiedente.
  • I progetti che in futuro tale azienda vorrà sviluppare.

In sintesi possiamo definire il PEF come un elemento fondamentale per consentire la valutazione della reale sostenibilità economico e finanziaria.

L’importanza dei consulenti d’impresa

Per un’azienda, districarsi tra la burocrazia bancaria e le varie forme di sostegno per l’accesso al credito, non è certamente semplice, anche perché in alcuni casi la situazione è piuttosto confusionaria proprio a causa dei tempi stretti legati alla presentazione dei vari prospetti informativo-finanziari. In questo frangente assume un’importanza fondamentale il consulente d’impresa, in grado di:

  • Fornire una corretta consulenza patrimoniale.
  • Gestire le risorse finanziarie disponibili.
  • Intavolare operazioni di private equity.

Ad oggi il settore dei consulenti d’impresa e degli advisor finanziari, di cui un esempio è lo studio professionale Costanzo & Associati, è vasto e ben differenziato.  

L’advisor assiste il cliente nell’analisi del processo di creazione del valore con il fine di individuare le attività che lo generano e gli eventuali fattori di inefficienza, nonché gli indicatori di performance specifici per l’attività in oggetto. Una volta completata l’analisi l’imprenditore viene affiancato nella predisposizione del piano economico vero e proprio e di un information memorandum da sottoporre all’attenzione di potenziali investitori.

Un business plan che risulti adeguato sia per gli investitori istituzionali, che per quelli privati, deve rispettare alcuni punti specifici, tra cui:

  • Sintesi del progetto. Una breve introduzione con i punti chiave.
  • Impresa. Forma giuridica e ambito di attività.
  • Imprenditore. Le principali caratteristiche della struttura manageriale.
  • Idea d’impresa.
  • Il mercato a cui l’impresa farà riferimento.
  • Le principali caratteristiche del servizio o del prodotto offerto.
  • Le metodologie di comunicazione e distribuzione.
  • Le proiezioni finanziarie, quindi dei costi e dei ricavi nel breve periodo.

Solo ed esclusivamente presentando la documentazione corretta, l’azienda è in grado di porsi di fronte all’istituto o all’ente erogatore in maniera professionale. Dal canto loro, l’istituto o l’ente potranno effettuare un’analisi dettagliata della qualità del progetto, e su questa base stabilire se concedere o non concedere il credito richiesto. 

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