Migranti, 700 morti nel Mediterraneo in tre naufragi

Sono 700 le vittime dei tre naufragi che si sono verificati da mercoledì ad oggi. Tra i superstiti anche una minorenne stuprata ed incinta.

di antoniorug 29 Maggio 2016 16:14

L’Unhcr, l’agenzia dei rifugiati dell’Onu, ha condotto un’indagine tra i superstiti dei tre naufragi che si sono verificati nelle acque del Mediterraneo da mercoledì ad oggi ed attraverso le drammatiche testimonianze dei sopravvissuti ha potuto fare una stima di circa 700 vittime di questi viaggi della speranza, tutte annegate nel Mediterraneo mentre cercavano di sfuggire ad una vita di soprusi e violenze sperando in un futuro migliore.

Tra i sopravvissuti dei naufragi delle ultime ore sono state riscontrate anche situazioni drammatiche al limite dell’umano, come quella della minorenne stuprata e rimasta incinta che si trovava nel gruppo di migranti sbarcati a Palermo con la nave Bourbon Argos di Msf con a bordo 500 uomini tra cui 73 donne, 15 delle quali incinte e 31 minori, tra cui 10 bambini al di sotto dei cinque anni e sono proprio donne e bambini le vittime più fragili di questi naufragi, dato che fra le 700 vittime almeno 40 erano bambini di cui tre neonati.

La ragazzina è stata affidata ad un gruppo di psicologi ed il suo non è l’unico caso di situazioni al limite dell’umanità, dato che spesso fra i migranti ci sono anche uomini e donne feriti con le ossa deformate dalle percosse e dalle angherie subite in giorni ed a volte mesi di prigionia. Paola Mazzoni, medico di bordo della nave Bourbon Argos di Msf, ha così commentato questa drammatica vicenda: “Non è la prima volta che riusciamo a filtare casi di minorenni incinte perché vittime di stupro ed è difficile intercettare storie come questa perché si tratta di persone provate dal punto di vista psicologico. Le violenze sessuali non sono solo sulle donne, sono certa che anche ragazzi giovanissimi sono vittime di stupro. Ci sono stati casi di migranti arrivati in Libia per lavorare e non pochi vengono rinchiusi in prigioni, sfruttate per lavorare e al momento di riscuotere il salario subiscono violenze. Ho refertato casi di tortura come deformazioni da fratture per percosse con spranghe di ferro“.

I dettagli dei verbali raccolti dalla Questura di Ragusa, la Guardia di Finanza di Pozzallo e la Compagnia dei Carabinieri di Modica sono davvero agghiaccianti: durante uno dei due naufragi nel disordine generato dalla situazione di pericolo, una corda tesa ha ucciso e quasi decapitato una donna che aveva la testa fuori dalla sponda perché stava vomitando.

Questi bambini, queste donne e questi uomini, fuggono da guerre, carestie, oppressione. Cercano, semplicemente, una vita migliore, come farebbe chiunque di noi nelle stesse condizioni“, ha dichiarato Sergio Mattarella in occasione dl vertice di Brdo-Brioni e la presidentessa della Camera Laura Boldrini sottolinea la necessità di “non erigere muri, barriere e fili spinati che mirano a distruggere quanto abbiamo conseguito negli ultimi settant’anni, ovvero un’Europa unita, democratica ed in pace, ma invece si metta a punto un piano Marshall per l’area euromediterranea e per l’Africa, perché è una zona di interesse comune“.

Nonostante questo scenario drammatico e queste cifre che fanno accapponare la pelle, sembra che il flusso migratorio proveniente dall’Africa sia diminuito del 30% rispetto al 2015, come ha dichiarato l’inviato Onu in Libia Martin Kobler in un’intervista rilasciata al Journal du Dimanche, ma non ci si può crogiolare nella speranza che il flusso migratorio si arresti da solo o che la situazione si normalizzi, dato che, come ha osservato nel corso del suo intervento, “la missione europea Sophia, incaricata di lottare contro il traffico di migranti, crea un vuoto d’aria perché non pattuglia nelle acque libiche. Gli scafisti mettono quindi i migranti nelle barche e non forniscono loro neppure il carburante necessario per raggiungere Lampedusa. Poi, chiamano il numero telefonico di emergenza in Italia e dicono loro: “Preparatevi, stanno arrivando 500 migranti!”

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