Migranti, nuovo naufragio nel canale di Sicilia: almeno 20 morti

Un barcone con a bordo un centinaio di persone si è rovesciato a 35 miglia dalle coste libiche. La Guardia Costiera ha reso noto che solo giovedì sono state salvate 4100 persone.

di Luca Fiorucci 27 Maggio 2016 4:10

Nuovo, drammatico naufragio nel canale di Sicilia, a 35 miglia dalle coste libiche, dove giovedì si è rovesciato un barcone con a bordo un centinaio di persone. Secondo le prime stime i morti sarebbero tra i venti e i trenta, mentre le persone salvate sarebbero novantasei. L’allarme è partito da un velivolo lussemburghese che partecipa alla missione europea Sophia-Eunavformed, e sul posto è arrivato un secondo velivolo della missione, stavolta spagnolo, che ha gettato in mare kit di salvataggio, poi sono intervenute le motovedette della Guardia Costiera. Intanto i superstiti del naufragio di mercoledì hanno raggiunto Porto Empedocle, a bordo della nave “Bettica” della Marina che li aveva soccorsi, e hanno raccontato che sul peschereccio erano in 650, ma sulla “Bettica” vi sarebbero circa 540 persone, per cui i dispersi sarebbero almeno un centinaio, e tra essi vi sarebbe anche il figlio di sei anni di una coppia di migranti riuscita, invece, a salvarsi.

Questi si andrebbero poi ad aggiungere ai cinque morti già confermati dalle autorità. Sempre mercoledì era invece arrivata a Lampedusa una bambina di nove mesi la cui mamma, incinta di un altro bambino, aveva appena fatto in tempo ad affidarla ad un’altra donna, prima di morire nella traversata. La bimba è stata curata dal direttore sanitario di Lampedusa, il dottor Pietro Bartolo, uno dei protagonisti del film “Fuocoammare” di Gianfranco Rosi: per lei è scattata una gara di solidarietà da tutta Italia, con offerte d’aiuto e richieste di adozioni, e lo stesso Bartolo ha affermato: “Se potessi anche io l’adotterei“. E’ salvo, ma in gravi condizioni ed entrambi i genitori sarebbero morti nella traversata, anche un bambino di cinque anni che è stato soccorso da un elicottero della Guardia Costiera e portato prima a Lampedusa e poi, con un elicottero del 118, all’ospedale dei Bambini di Palermo.

Una motovedetta della Guardia Costiera di Porto Empedocle è invece andata a recuperare dalla nave “Bettica” un migrante colpito da ictus, che è stato poi portato in ambulanza all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. Anche una donna in avanzato stato di gravidanza è stata trasferita al pronto soccorso, ma stavolta a scopo precauzionale. Eunavformed ha invece pubblicato sul suo account Twitter una foto in cui compare un barcone semiaffondato e una cinquantina di persone, alcune appoggiate al barcone, altre in mare, che, agitando le magliette, chiedono aiuto all’aereo che li sta sorvolando. E’ invece arrivata al porto di Salerno nel primo pomeriggio la nave norvegese Siem Pilot, con a bordo 1017 migranti, di cui 785 uomini, 125 donne e 107 minori, originari in gran parte dell’Africa subsahariana, che sono stati recuperati da un’altra imbarcazione, forse un rimorchiatore.

Sono state fatte prima scendere le persone malate di scabbia, almeno una settantina, che sono state subito medicate, e poi le donne incinte, che comunque sarebbero poche e ai primi mesi di gravidanza. Non vi sarebbero scafisti fra gli immigrati sbarcati a Salerno. Al porto di Messina sono invece arrivati, a bordo della nave inglese Enterprise, 493 migranti, provenienti anch’essi dall’Africa subsahariana, che sono stati fatti salire su dei pullman per essere trasferiti nei centri di prima accoglienza. La Guardia Costiera ha reso noto su Twitter che solo nella giornata di giovedì 26 la sua Centrale Operativa ha coordinato ventidue operazioni di soccorso, tutte terminate, recuperando in totale circa 4.100 persone, con i mezzi della Guardia Costiera, della Marina Militare, di Frontex e della missione Eunavformed e grazie a rimorchiatori e mercantili dirottati al largo delle coste libiche, mentre non si conosce ancora il numero dei dispersi.

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