Migranti, Mogherini all’Onu: “Agire subito, distruggere i barconi”

L'Alto rappresentante europeo ha chiesto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite una risoluzione che legittimi azioni militari contro gli scafisti.

di Luca Fiorucci 12 maggio 2015 11:59

L’Alto rappresentante per la politica Estera e di Sicurezza europea Federica Mogherini è intervenuta ieri davanti al Consiglio di sicurezza dell’Onu per parlare dell’emergenza immigrazione, chiedendo una risoluzione delle Nazioni Unite che avalli il piano contro gli scafisti e le loro imbarcazioni, perché la situazione nel Mediterraneo, ha ricordato, “è senza precedenti ed eccezionale”, e per questo occorre “una risposta eccezionale, immediata e coordinata“. Per l’Alto Rappresentante europeo, “la nostra priorità è salvare vite e prevenire ulteriori morti nel Mediterraneo“, ma comunque, ha sottolineato, “migranti e profughi non saranno mandati indietro. Voglio essere chiara su questo. Il problema dei migranti nel Mediterraneo non è solo un problema umanitario ma un problema di sicurezza. E noi siamo qui per agire e agire subito, per noi è un dovere morale“. Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, dall’inizio del 2015 sono morte in mare almeno 1727 persone.

Per la Mogherini, inoltre, occorre distruggere i barconi e gli “asset” dei trafficanti, smantellandoli con la necessaria collaborazione di sindaci ed autorità locali, e l’Ue vorrebbe convincere il Consiglio ad approvare una risoluzione che legittimi azioni militari contro gli scafisti. L’ambasciatore libico all‘Onu Ibrahim Dabbashi ha però frenato su un eventuale intervento armato contro i trafficanti di esseri umani, affermando: “Non permetteremo un’operazione militare in Libia. Consentiremo solo un’azione coordinata tra l’Ue ed il governo legittimo di Tobruk, che sia un’azione umanitaria”, perché, ha precisato, “la maggiore preoccupazione è la sovranità della Libia“. Anche per la Mogherini sarebbe importante il consenso delle autorità libiche all’operazione che la Ue vorrebbe avviare, quindi occorre lavorare con tutte le parti in causa, e sarebbe auspicabile collaborare con un governo di unità nazionale libico, ma, ha aggiunto, “non possiamo aspettare per combattere i trafficanti e salvare le vite umane”.

Pure per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella occorre un’azione concordata dell‘Onu e dell’Unione Europea per fronteggiare l’emergenza immigrazione, ma per intervenire serve l’assenso della Libia:Attendiamo le direttive dell’Onu, non faremo nulla contro i libici, occorre il loro consenso” ha affermato. L’Alto rappresentante europeo ha inoltre illustrato all‘Onu la bozza del piano di azione dell’Europa, che si basa su quattro punti: aiuti ai Paesi di origine e di transito degli immigrati, controlli alle frontiere in Libia e nei paesi confinanti, varie missioni contro scafisti e trafficanti di uomini e la suddivisione dei profughi tra i Paesi dell’Ue secondo un meccanismo di quote. Riguardo alla gestione degli immigrati, l’Italia avrebbe già fissato in almeno 25mila il numero dei migranti da trasferire dal nostro in altri paesi e in 250 milioni di euro il contributo europeo che occorrerebbe a Roma per fronteggiare l’emergenza.

La Mogherini ha spiegato inoltre: “L’Ue è pronta a fare la sua parte, non è sempre stato così, lo so, ma adesso è diverso”. L’Alto rappresentante Ue ha detto poi che il mandato di un’operazione navale per fermare l’immigrazione clandestina è in via di elaborazione a Bruxelles e sarà sottoposto al Consiglio europeo del 18 maggio “con la possibilità di prendere subito la prima decisione”. Intanto il rappresentante speciale del segretario generale dell’Onu per le migrazioni Pether Sutherland ha lanciato l’allarme: “Da Mare Nostrum a Triton l’Italia continua a salvare vite nel Mediterraneo. E se non vengono prese misure urgenti, entro l’autunno ventimila persone potrebbero perdere la vita in mare“.

0 condivisioni e commenti
Condividi e commenta!

Commenti