L’Aquila, la mamma della ragazza violentata perdona lo stupratore

"Credo che quel ragazzo sia uno strumento, vengo da una cultura cristiana - ha detto la donna all'Ansa. - Odio, rancore e vendetta non servono a nulla. La giustizia umana è compito degli uomini".

di Gianni Monaco 3 Marzo 2012 11:57

La  notte tra l’11 e il 12 febbraio fuori dalla discoteca Guernica di Pizzoli, L’Aquila, veniva violentata e lasciata in fin di vita una studentessa universitaria. Per questi fatti si trova in carcere Francesco Tuccia, un 21enne originario di Avellino, militare nell’esercito. Per lui l’accusa è di tentato omicidio e violenza sessuale aggravata. La ragazza, originaria di Tivoli, è uscita dal reparto di ginecologia dell’ospedale de L’Aquila ed è stata dimessa. È stata appena ascoltata dal pm titolare dell’inchiesta, David Mancini. Ha potuto raccontare poche cose, perché il ricordo di quei momenti tragici non è naturalmente limpido.

La mamma della giovane vittima, che ha riportato gravi ferite nella zona genitale, non ha perso tempo a perdonare l’aguzzino indicato dai magistrati.

“Credo che quel ragazzo sia uno strumento, vengo da una cultura cristiana. Odio, rancore e vendetta non servono a nulla. La giustizia umana è compito degli uomini, farò una preghiera per tutti, anche per il ragazzo”, ha spiegato la donna all’agenzia di stampa Ansa. “Ci vorrà molto prima che mia figlia si riprenda. Quanto è accaduto è come uno tsunami che si abbatte su una famiglia e ne sconvolge la tranquillità”.

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