Kyenge, Letta: “Maroni risolva”. La Lega: “Il caso è chiuso”

Il premier si è appellato al leader leghista affinchè "chiuda questa pagina o sarà scontro totale". Maroni: "Calderoli ha sbagliato, ora però basta".

di Luca Fiorucci 16 Luglio 2013 9:18

Non si placa la bufera politica per le dichiarazioni offensive del leghista Calderoli nei confronti del ministro Kyenge. Sulla questione era intervenuto anche un altro esponente leghista, Matteo Salvini, che aveva scritto su Facebook un post dal titolo “Taci che è meglio“, rivolto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che era intervenuto in difesa della Kyenge. Ieri il premier Letta si è rivolto direttamente al leader della Lega, Roberto Maroni, per una presa di posizione nei confronti dei due membri del Carroccio: “Quello che sta succedendo è un’altra pagina vergognosa nel nostro Paese su questi temi, l’Italia oggi è presente sulla stampa estera per questa vicenda: è una vergogna che fa male all’Italia. Faccio appello a Maroni perché chiuda questa pagina rapidissimamente altrimenti si entra in una logica di scontro totale che non serve a lui, non serve a nessuno, non serve al Paese” ha affermato il premier, che poi, riguardo agli attacchi al Capo dello Stato, ha aggiunto: “Non provino a tirarlo in causa o si rendono ancora più ultimativi i toni”.

Per Maroni, però, con queste polemiche si vuole in realtà “coprire il rumore di altre questioni che vedono il Governo direttamente coinvolto”, come la vicenda dell‘espulsione della Shalabayeva, per cui ha ammesso che Calderoli ha sbagliato, la Lega contrasta le proposte che non condivide ma non si devono mai insultare le persone”, ma ha poi aggiunto: “Ora però basta alimentare polemiche e strumentalizzazioni“. Il premier aveva fatto inoltre riferimento a possibili ricadute della vicenda delle offese alla Kyenge sull‘Expo 2015, per il quale dovranno lavorare insieme il governo e la Regione Lombardia guidata da Maroni, e quest’ultimo ha replicato in proposito: “Il caso è chiuso, l’ho detto a Letta e sono sicuro che non ci sarà nessuna ritorsione sull’Expo perché questo sarebbe dannoso non per me ma per Milano, la Lombardia e l’Italia”.

Intanto, Pd, Sel e Scelta Civica hanno chiesto le dimissioni di Calderoli da vicepresidente del Senato: per i democratici, “Non si può lasciare che resti al proprio posto di rappresentante delle istituzioni chi usa le parole come clave per fomentare il razzismo e dileggiare una donna e un ministro”. Il segretario del Pd Guglielmo Epifani ha aggiunto: Per noi Calderoli è un vicepresidente dimesso in ragione di quello che ha detto”. La pensa diversamente il Movimento 5 Stelle, con il capogruppo Nicola Morra che ha spiegato: “Sono anni che si ascoltano dichiarazioni razziste da parte della Lega e si vive in un clima di incultura. Pertanto le dimissioni di Calderoli sono inutili“.

Dalla Lega, intanto, c’è chi rincara la dose di insulti pesanti verso la Kyenge, come Daniele Stival, assessore della Regione Veneto, che sul suo profilo Facebook pubblica una foto con didascalia e commento, sostenendo, in pratica, che a doversi offendere per il paragone è l’orango. Alla fine è intervenuto il governatore veneto Luca Zaia, anche lui leghista, che ha definito “sbagliata e infelice” la battuta di Calderoli e ha invitato il suo assessore a scusarsi e a cancellare il post.

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