Kyenge-Lega, ancora polemiche. Busta sospetta a Palazzo Chigi

La lettera inviata al ministro si è poi rivelata un falso allarme. E' sempre scontro col Carroccio dopo che "La Padania" ha pubblicato i suoi appuntamenti.

di Luca Fiorucci 15 Gennaio 2014 14:53

I vigili del fuoco sono intervenuti questa mattina a Palazzo Chigi per una lettera sospetta indirizzata al ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge, che presentava una fuoriuscita di polvere sospetta. Dopo i primi controlli, si è capito che si trattava di un falso allarme, perchè la busta conteneva solo polvere di bicarbonato. Il ministro, al momento, non ha voluto commentare, perchè non è sicuro fosse indirizzata proprio a lei. Intanto continuano le polemiche fra la Kyenge e la Lega Nord, il cui giornale, “La Padania”, aveva pubblicato ieri gli appuntamenti quotidiani del ministro in una rubrica intitolata “Qui Cecile Kyenge” che va ad affiancarsi alla tradizionale rubrica “Qui Lega Nord” dove sono riportati gli appuntamenti pubblici dei politici leghisti.

Una scelta che, dopo le recenti contestazioni alla Kyenge, sembrava voler aiutare a trovarla facilmente, e inscenare altre manifestazioni di protesta, e che ha provocato immediatamente l‘indignazione del Pd, mentre il direttore del giornale ha difeso l’iniziativa, sottolineando che tali appuntamenti sono pubblicati anche sul sito del suo ministero. Oggi, anzi, “La Padania” ha lanciato una nuova rubrica, “Qui Flavio Zanonato”, in cui sono riportati, appunto, gli appuntamenti del ministro del ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato. Lo stesso segretario della Lega Nord Matteo Salvini ha difeso la campagna del quotidiano del suo partito nei confronti del ministro per l’Integrazione, e ha fatto sapere che la Lega, comunque, ignorerà la sua posenza sabato a Milano: “Mi dicono che stamattina ci sia stata una corsa alle edicole per acquistare “La Padania“, è la risposta della nostra gente agli attacchi e alle intimidazioni fatte contro la Lega da chi addirittura invoca il sequestro fascista ha detto.

Sulla stessa linea un altro leghista, il governatore lombardo Roberto Maroni, che ha affermato: “Non capisco perchè contestare il ministro Kyenge sia un atto di razzismo mentre invece contestare il presidente Maroni, come avviene qualche volta, sia un atto di democrazia, questo doppiopesismo mi infastidisce molto”. Il vicepremier Angelino Alfano ha invece preso le distanze dal Carroccio, dicendo: “Noi abbiamo garantito il pieno sostegno al ministro, e siamo contro ogni forma di razzismo, poi potremmo dividerci sulle politiche per l’immigrazione…” 

La diretta interessata, Cecile Kyenge, ospite questa mattina di “Agorà” su Raitre, ha respinto l’accusa di “voler favorire la negritudine come in Francia” rivoltale ieri dal capogruppo leghista in Senato Massimo Bitonci: “Io sono un ministro della Repubblica italiana, alla Repubblica italiana ho giurato fedeltà, e sono ministro di tutti i cittadini”. Rispondendo alla domanda se si sentisse minacciata, il ministro ha detto che ad essere minacciata è la democrazia, e ha rivolto un “appello alla democrazia“, spiegando che “dobbiamo cominciare a pretendere il rispetto del ruolo delle istituzioni e di un leader politico. Le persone che ricoprono una carica pubblica devono comunicare messaggi positivi e avere anche un ruolo educativo”.

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