Calderoli: “Kyenge? Sembra un orango”. Napolitano indignato

Bufera per le parole pronunciate dal leghista, che si è poi giustificato: "Solo una battuta". Il Quirinale: "Tendenza all'imbarbarimento della vita civile".

di Luca Fiorucci 15 Luglio 2013 7:33

E’ polemica per le dichiarazioni del leghista Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, che, intervenendo alla festa della Lega Nord a Treviglio, in provincia di Bergamo, si è espresso in maniera assai offensiva nei confronti del ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge:Io mi consolo quando navigo in Internet e vedo le fotografie del governo. Amo gli animali, orsi e lupi, com’è noto, ma quando vedo le immagini della Kyenge non posso non pensare, anche se non dico che lo sia, ad un orango” ha affermato. Le parole di Calderoli hanno subito scatenato le reazioni indignate di esponenti politici di entrambi gli schieramenti, anche se il leghista ha cercato di giustificarsi: “Ho fatto una battuta, magari infelice, ma da comizio, questo è stato subito chiaro a tutti. Non volevo offendere e se Kyenge si è offesa me ne scuso, ma la mia battuta si è inserita in un ben più articolato intervento di critica al ministro”.

Calderoli, però, ha poi insistito: “Avevo detto che sarebbe stata un’ottima ministra… in Congo. Va benissimo come ministro ma a casa propria“. In serata, il vicepresidente del Senato ha fatto sapere di aver telefonato al ministro Kyenge e di essersi “scusato“, aggiungendo: “Ci siamo chiariti e ci siamo dati appuntamento in Parlamento per un confronto franco e leale”. La diretta interessata, Cecile Kyenge, aveva reagito inizialmente dicendo che le dichiarazioni di Calderoli “mi rattristano per l’immagine che diamo dell’Italia”. Quanto alla telefonata con l’esponente leghista, il ministro ha poi spiegato: “Si, il senatore Calderoli mi ha telefonato ed io ho accettato le scuse. Ma il nodo istituzionale resta: ciascuno deve tenere sempre presente la carica che riveste. Il caso non è mai esistito a livello personale, resta aperto a livello istituzionale”.

Il premier Enrico Letta ha prontamente condannato le parole di Calderoli, scrivendo su twitter: “Inaccettabili oltre ogni limite le parole di Calderoli. Avanti Cecile col tuo lavoro! Siamo con te“. Solidarietà alla Kyenge anche da parte del ministro Alfano, del Pdl, che le ha telefonato personalmente: “Nessuna differenza politica nè di opinione su singoli argomenti può mai giustificare quello che è accaduto. Voglio esprimere piena solidarietà e forte vicinanza, da parte dei colleghi di governo del Popolo della Libertà e dell’intero partito, per le ingiuriose parole ricevute“.

Fonti del Quirinale hanno fatto inoltre sapere che anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è “colpito ed indignato” per alcuni “gravi episodi” avvenuti in questi ultimi giorni, dalla vicenda delle minacce ricevute sui social network da Mara Carfagna, all’incendio avvenuto al liceo Socrate di Roma, fino, appunto, agli insulti al ministro Kyenge, episodi “che dimostrano tendenza all’imbarbarimento della vita civile e affronterà il tema nell’incontro con la stampa del 18 luglio“. Il presidente del Senato Grasso ha affermato: “Come presidente del Senato mi auguro che il vicepresidente Calderoli si scusi ufficialmente e pubblicamente con il ministro Kyenge al più presto“. Anche la presidente della Camera Boldrini, tramite twitter, ha espresso solidarietà alla Kyenge. Netto il segretario del Pd Guglielmo Epifani, che ha dichiarato: “Calderoli accetti un consiglio: si dimetta“. In serata è intervenuto anche il leader leghista Roberto Maroni, che ha cercato di minimizzare l’accaduto dicendo: “Ha sbagliato, ma si è scusato“.

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