Imprenditore dorme sul Cupolone per protesta: “Basta Monti”

Marcello Di Finizio, titolare di un noto locale del lungomare triestino, non è affatto nuovo a simili iniziative di protesta miranti ad attirare l'attenzione.

di Simona Vitale 3 ottobre 2012 10:16

Un modo alquanto eclatante per attirare l’attenzione. Parliamo di Marcello Di Finizio, imprenditore triestino che ieri a Roma si è arrampicato per la seconda volta in due mesi sulla Cupolone di Piazza San Pietro. Dalle 17 di ieri, l’uomo sta protestando dopo essersi calato fino a una sporgenza sopra una delle finestre del Cupolone esponendo uno striscione con sopra scritto:  “Help!!! Basta Monti, basta Europa, basta multinazionali. Ci state ammazzando tutti. Sviluppo??? Questa è solo macelleria sociale”.

Sembra che l’imprenditore si sia calato dalla ringhiera del Cupolone intorno alle 17 dopo essere entrato in visita come un normale turista, insieme a tante altre persone. Si è poi calato fino a una sporgenza sopra una delle finestre della Cupola, dove ha srotolato il suo striscione inneggiante alla protesta. Si apprende che la Gendarmeria vaticana ha richiesto un intervento dei vigili del fuoco vaticani per arrivare fino all’uomo in modo da farlo finalmente scendere.

Di Finizio non è nuovo a simili iniziative di protesta che sarebbero indirizzate contro una direttiva europea che, a suo dire, lo danneggerebbe, secondo quanto riferito all’ANSA dal direttore della Sala Stampa vaticana, Padre Federico Lombardi.  Già lo scorso 30 luglio, l’imprenditore si era arrampicato sul Cupolone, sempre per protestare contro la direttiva Bolkestein. Di Finizio era rimasto per oltre quattro ore sulla Cupola della basilica, scendendo soltanto verso le 22.

Il 26 marzo scorso, invece, Di Finizio (titolare di un noto locale del lungomare di Trieste, La Voce della Luna,  che fu distrutto da un incendiò alcuni anni fa e per ottenere il relativo risarcimento danni inscenò proteste di piazza e scioperi della fame) si issò sullo storico pontone-gru Ursus, nel Porto Vecchio di Trieste, scendendo solo tre giorni dopo, al termine di una trattativa con i carabinieri e ottenendo dal Prefetto, Alessandro Giacchetti, di portare la sua questione all’attenzione del ministro degli Affari Europei Moavero Milanesi.

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