Trending
{"ticker_effect":"slide-h","autoplay":"true","speed":3000,"font_style":"normal"}
Grecia in rivolta contro i drastici tagli del Parlamento, edifici in fiamme e feriti

Grecia in rivolta contro i drastici tagli del Parlamento, edifici in fiamme e feriti

Ieri, in nottata, il Parlamento della Grecia greco ha approvato le misure di austerity chieste da Unione Europea, Bce e Fondo Monetario Internazionale: 199 i voti a favore, 78 quelli contrari. “In caso di mancata approvazione delle misure richieste dalla comunità internazionale” ha detto il capo del governo ellenico Lucas Papademos, “il nostro paese sarebbe andato incontro al fallimento catastrofico, all’isolamento e all’uscita dall’euro. Non c’era altra scelta”. Il primo ministro ha anche condannato le violenze della piazza.

Nella capitale, Atene, il dibattito parlamentare è stato accompagnato dalla guerriglia urbana. I feriti, ieri, sono stati una sessantina, tra i quali 40 agenti di polizia. Ci sono stati anche  22 arresti. Decine di edifici – tra cui cinema, centri commerciali e banche – sono stati dati alle fiamme. Non sono mancati i lanci di molotov e lacrimogeni. La situazione è incandescente. Il centro degli scontri è piazza Syntagma. Qui una nutrita folla di manifestanti – alcuni dei quali con passamontagna e maschere antigas – è giunta nel pomeriggio davanti ai palazzi del potere, mentre i deputati discutevano del durissimo piano di austerity utile per ottenere cospicui aiuti internazionali ed evitare il default. Si parla di oltre 100mila persone che protestano ad Atene.

Il secondo piano di salvataggio della Grecia prevede prestiti per 130 miliardi di euro: una cifra enorme, equivalente a una decina di manovre finanziarie dell’Italia. Molti i cambiamenti radicali che dovrà subire il popolo greco, a partire dal lavoro. Ci sarà una netta deregolamentazione, una diminuzione di oltre il 20% del salario minimo garantito e un altro taglio nelle pensioni. Dovranno risparmiare settori come quello militare, sanitario e degli enti locali. Sarà ceduta buona parte delle aziende pubbliche, ovvero quelle che operano nel campo petrolifero, del gas, dell’acqua e delle lotterie.  L’obiettivo è quello di ricavare 50 miliardi entro il 2015. I costi delle elezioni dovranno essere rivisti al ribasso per 270 milioni di euro. Le riforme riguardano persino le guide turistiche che – come si può facilmente intuire – rappresentano una professionalità molto importante per la Grecia: è prevista l’abolizione delle regole restrittive per questo settore, allo scopo di aumentare il numero degli operatori. Nella pubblica amministrazione ci saranno ben 150mila licenziamenti.

Lascia un commento