Crisi, l’Ue chiede di attuare le riforme promesse

Da Bruxelles si guarda all'Italia con preoccupazione e si chiede al governo se ed in che misura i provvedimenti promessi vengono attuati, in quanto con l'attuale situazione si rischia di non raggiungere gli obiettivi prefissati.

di Vincenzo Avagnale 9 novembre 2011 21:39

L‘Unione Europea è preoccupata che l‘Italia non riesca a raggiungere gli obiettivi fissati, in particolare a Bruxelles starebbe a cuore il pareggio di bilancio, che il governo aveva programmato entro il 2013. Dopo il risultato in parlamento sul Rendiconto dello Stato, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha conciliato con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con cui si è deciso per le dimissioni dopo l’approvazione delle riforme necessarie promesse all’Unione Europea ed al Fondo Monetario Internazionale.

Bruxelles ha quindi inviato un questionario, che aveva come mittente la Commissione Europea, in cui si spiega che l’Italia avrebbe bisogno di nuovi sforzi per raggiungere gli obiettivi prefissati in materia di finanza pubblica per il 2012 ed il 2013. Nella missiva si legge: “saranno necessarie misure aggiuntive, stimiamo che nel contesto dell’attuale situazione economica la programmata strategia di bilancio non assicura il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2013. Misure aggiuntive saranno necessarie per raggiungere gli obiettivi fissati per il 2012 e il 2013″.

In sostanza la Commissione Europea chiede se il governo abbia già preparato nuovi interventi ed in cosa essi consistano in caso affermativo. La Commissione chiede se il governo abbia già preparato gli interventi da adottare e, in caso affermativo.

Bruxelles ci ha detuno a precisare ai giornalisti in presenza dell’ambasciatore italiano all’Unione Europea, Ferdinando Nelli Feroci, ciò che ha spiegato quest’ultimo: “questa missiva della Commissione Europea e della Banca Centrale Europea non è un’ispezione, ma un dialogo costruttivo fra due organismi che comunicano per il comune interesse e beneficio. Noi abbiamo segnalato alla Commissione le circostanze in cui avviene questa visita. Alcuni incontri sono già stati organizzati e restano in piedi, mentre se stiamo organizzando altri, non solo al ministero dell’Economia”. 

L’ambasciatore ha infine aggiunto che il monitoraggio dell’Europa non è come quello per paesi come la Grecia, il Portogallo e l’Irlanda, perché il paese non si trova in un’analoga situazione di precarietà, ma solo una misura cautelativa imposta dai mercati più che dalla salute dei conti italiani.

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