Il governo Letta ottiene la fiducia alla Camera

Si da Pd, Pdl e Scelta Civica, no da M5S e Sel, la Lega si è astenuta. Nel discorso del premier lavoro, riduzione delle tasse e riforma della politica.

di Luca Fiorucci 30 aprile 2013 7:42
Camera

Il governo guidato da Enrico Letta ha ottenuto la fiducia alla Camera con 453 si (da Pd, Pdl, Scelta Civica,  Centro Democratico e Svp) 153 no (da M5S e Sel) e 17 astenuti (dalla Lega). Oggi sarà il Senato a doversi pronunciare sulla fiducia al governo. Il premier ha pronunciato un discorso programmatico mirato ad accontentare tutti e con uno sguardo all’Europa, e ha esordito dicendo: “L’Italia e l’Europa si trovano ad affrontare un momento eccezionale. E il presidente della Repubblica ci ha concesso un’ultima opportunità di mostrarci degni del ruolo che la costituzione ci riconosce come rappresentanti della nazione”. Letta ha anche fatto riferimento alla sparatoria avvenuta domenica davanti a palazzo Chigi, per spiegare che “non c’è più tempo” e che per evitare che il malcontento popolare possa sfociare in episodi violenti è necessario che la politica faccia il suo dovere.

Il programma di Letta appare incentrato su tre punti: lavoro, riduzione delle tasse e riforma della politica. Il premier ha annunciato quindi l’abolizione dell’Imu già da giugno, andando incontro alle richieste di Berlusconi, ha detto che intende trasformare il Senato in Camera delle regioni, venendo così incontro alla Lega, e, per soddisfare anche il Movimento 5 Stelle, ha parlato di abolizione delle province, del doppio stipendio ai ministri già parlamentari e del finanziamento pubblico ai partiti. Quanto al lavoro, Letta ha spiegato che questo sarà una delle priorità del suo governo, e che questo è un problema che colpisce soprattutto il Sud e i giovani: “Dobbiamo mettere il Mezzogiorno nelle condizioni di crescere da solo, riconoscendo l’esistenza di un divario tra nord e sud senza mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi” ha affermato.

Riguardo al welfare, invece, il premier ha detto che con la vicenda degli esodati si è “rotto un patto” tra cittadini che adesso va ristabilito, e ha aggiunto: “Andranno migliorati gli ammortizzatori sociali, estendendoli a chi ne è privo, a partire dai precari, e si potranno studiare forme di reddito minimo per famiglie bisognose con figli“. Il capo del governo ha infine fatto un accenno alla politica estera e alle riforme istituzionali, spiegando di voler creare una commissione che riveda l’assetto generale della Repubblica, con il superamento del bicameralismo perfetto e un vero federalismo fiscale, e di ritenere indispensabile una nuova legge elettorale che assicuri maggiore rappresentavità.

Dal Pdl, Berlusconi ha apprezzato il discorso: “I patti sembrano rispettati. Ma se ci fosse un fallimento del governo si dovrebbe andare a elezioni e chi si fosse assunto la colpa ne subirà la pena” ha affermato. L’ex segretario del Pd Pierluigi Bersani, che Letta ha ringraziato in aula, ha invece dichiarato: “Mi pare che ci siano le condizioni perchè il voto di fiducia non sia solo formale e l’intenzione di aiutare tutti quanti il governo a camminare di fronte ai problemi enormi che ha il Paese“. Dure critiche, invece, dal M5S, con Andrea Colletti che ha parlato di “governo della trattativa stato-mafia”.

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