Dieta vegetariana per tutti entro il 2050

Il monito arriva da un team di scienziati svedesi, che ha stilato un rapporto in merito alle questioni di cibo, acqua e sovrappopolazione.

di Elena Arrisico 28 Agosto 2012 16:11

Per il 2050, l’intera popolazione mondiale potrebbe essere costretta a diventare vegetariana, per necessità. La notizia arriva da un gruppo di scienziati svedesi dello Stockholm International Water Institute, che rivela ciò che molti scienziati dicono già da tempo: non ci sarà abbastanza cibo per l’intera popolazione mondiale, se si continua con questi ritmi.

Sul rapporto della professoressa Malik Falkenmark, si legge che le riserve di cibo non fanno che diminuire, mentre la popolazione non fa che aumentare e, se gli esseri umani continueranno su questa strada, per il 2050 non ci sarà più cibo per nessuno. Uno dei molteplici motivi è, senza alcun dubbio, quello dell’eccessivo consumo di acqua e di suolo – legato agli allevamenti di animali destinati alla macellazione – che porterà, ben presto, ad una situazione insostenibile che metterà tutti con le spalle al muro.

Così, gli scienziati dello Stockholm International Water Institute vedono nel consumo di verdura e frutta l’unico modo per potere evitare carestie e guerre per la conquista del cibo e per riuscire a soddisfare le richieste della popolazione in crescente aumento: si passerà, infatti, dagli attuali 7 miliardi a circa 9 miliardi di persone. Già oggi, secondo le cifre rivelate dall’ONU, sono circa 900 milioni le persone affamate in tutto il globo e 2 miliardi quelle malnutrite.

Inoltre, i prodotti di origine animale impiegano da 5 a 10 volte il quantitativo necessario di acqua per produrre, invece, gli alimenti di origine vegetale: per un chilo di carne servono, infatti, migliaia di litri d’acqua. Di tutto questo, si sta discutendo durante l’annuale conferenza mondiale dell’acqua – a Stoccolma, dal 26 agosto all’1 settembre – alla presenza di 2500 politici, rappresentanti dell’ONU, ONG e scienziati provenienti da 120 paesi.

Attualmente, nel mondo, l’impiego di fonti animali è pari al 20 per cento circa e, per questo motivo, gli scienziati di Stoccolma suggeriscono di ridurlo al di sotto del 5 per cento, o il rischio di scenari apocalittici potrebbe essere ben più che reale:

Non ci sarà abbastanza acqua per soddisfare la produzione di cibo richiesta per l’attesa popolazione di 9 miliardi nel 2050, se continueremo a seguire gli attuali orientamenti e le modifiche verso diete comuni alle nazioni occidentali“.

Si legge sul rapporto della professoressa Falkenmark, che vede l’unica soluzione nella dieta vegetariana. A beneficiarne, saranno il pianeta, gli animali e la nostra salute: si pensa che mangiare vegetariano significhi seguire una dieta priva di cibi sfiziosi o di certi nutrienti ma, in realtà, esiste una varietà enorme di cibi gustosi; senza contare il fatto che, nel regno vegetale, sono presenti tutte le vitamine, le proteine, gli amminoacidi ed i minerali di cui il corpo umano ha bisogno.

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