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Istat: “stranieri e anziani” ecco l’ Italia del futuro

Istat: “stranieri e anziani” ecco l’ Italia del futuro

Il futuro è ormai multietnico ovunque, ed anche il Belpaese  non sfugge a questa tendenza. Più anziani e più stranieri, questo è  la sintesi della fotografia scattata dall’Istat e proiettata ai prossimi decenni. Il dato e emerge  dal report sul futuro demografico del Paese, realizzato dall’ Istituto di Statistica.

Difatti la popolazione straniera in Italia è destinata a triplicarsi nei prossimi anni: aumenterà infatti dagli attuali 4,6 milioni a 14,1 milioni nel 2065. L’incidenza della popolazione straniera,  in percentuale,  significa un aumento dal  7,5% del 2011 a valori compresi tra il 22% e il 24% nel 2065.

La distribuzione  territoriale degli stranieri nel Paese, che è comunque in crescita ovunque, vede maggiormente interessate soprattutto le regioni del Centro-nord. Difatti nel Nord-ovest la popolazione straniera raggiungerebbe i 5,1 milioni d’individui entro il 2065, cioè il 36% della popolazione straniera complessivamente residente sul territorio nazionale. Il Nord-est e il Centro seguirebbero con, rispettivamente, 3,7 e 3,6 milioni di residenti e una copertura territoriale del 26% per entrambe. Il Sud e le isole avrebbero, rispettivamente, 1,2 e 0,5  milioni di residenti, per una copertura territoriale del 9% e del 4%.

Oltre a più stranieri, aumenteranno in Italia anche  gli anziani. L’ Istat infatti prevede un innalzamento dell’età media della popolazione.   Ad aumentare in particolare nei prossimi trent’anni sarà il numero degli anziani: se gli over 65 oggi si aggirano attorno al 20,3% della popolazione, la cifra dovrebbe superare il 32% già a partire dal 2043, anche se poi la quota si dovrebbe stabilizzare attorno al 32-33% totale della popolazione. E se oggi la popolazione fino ai 14 anni è pari al 14% del totale, secondo al stima Istat nel 2037 toccherà invece il minimo, attorno al 12%.

Per quanto riguarda l’occupazione, secondo le previsioni dell’ Istituto di Statistica,  la popolazione in età lavorativa, cioè quella compresa tra i 15 e i 64 anni,  passerà dall’attuale 65,7% al 62,8% nel 2026. Nel lungo termine la riduzione sarà più accentuata, fino a un minimo del 54,3% nel 2056, anno dopo il quale l’indicatore si stabilizzerà al 54,7%.

Nella ricerca, l’Istat ha preso in esame anche il numero complessivo dei residenti in Italia: nella stima per il 2065 si parla di un totale di 61,3 milioni di abitanti in Italia, un calo rispetto al picco di 63,9 milioni che arriverà invece nel 2042, come somma di una componente demografica negativa e di una migratoria positiva.

 

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