Decreto fiscale approvato in Senato, che cosa cambia

Tutte le novità in attesa della legge di conversione dopo il passaggio del decreto in Senato

di fabiana 30 novembre 2018 10:00

È stato modificato rispetto alla versione del Governo il testo del decreto fiscale che adesso dovrà tornare alla Camera. Ma quali sono le modifiche apportate a Palazzo Madama? 

Come anticipato negli scorsi giorni, è aumentato il numero delle rate per la rottamazione ter: si è passato a 18 rate invece delle precedenti 10, sempre spalmate su cinque anni. Le prime due rate si pagano nel 2019 e hanno scadenza 31 luglio e 30 novembre mentre le altre rate trimestrali si pagheranno a partire dal 2020, con scadenza 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre. Confermato anche lo stralcio delle cartelle sotto i mille euro che vengono affidate all’agente della riscossione fra il 2000 e il 2010. 

Sparita dal testo la norma la dichiarazione integrativa che consentiva di regolarizzare imponibili non dichiarati fino a 100mila euro all’anno, pagando un’aliquota agevolata ed è stata introdotta una nuova misura per sanare gli errori formali che non hanno però determinato uno sconto di imposta. 

Cambiamenti in vista anche per la pace fiscale: sparita la dichiarazione integrativa che consentiva di regolarizzare imponibili non dichiarati fino a 100mila euro all’anno con il pagamento di un’aliquota agevolata mentre è stata introdotta una nuova misura che offre la possibilità di poter sanare gli errori formali, ma che non abbiamo causato uno sconto di imposta.

Viene previsto un pagamento pari a 200 euro l’anno e iene confermato lo stralcio delle cartelle sotto i mille euro affidate all’agente della riscossione fra il 2000 e il 2010.

Novità in vista sulla fattura elettronica: per tutti i contribuenti che effettuano la liquidazione IVA mensile, il periodo senza sanzioni nel caso di emissioni ritardata nelle fatture slitta al 30 settembre 2019. 

Ma non mancano anche misure, dalla conferma del Bonus bebè, previsto anche per i nati nel 2019, ma durerà un solo anno (non più tre) con un assegno pari a 80 euro al mese (960 euro annui) e l’incremento del 20% per il secondo figlio, al potenziamento dei controlli incrociati contro l’evasione fiscale alle sanzioni più severe per i furbetti della Rc auto con una multa che aumenta da un minimo di 1.800 ad un massimo di 6mila 800 euro per chi guida per due anni senza assicurazione. 

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