Decreto di Genova, arriva il sì della Camera

I punti del provvedimento che adesso deve arrivare in Senato

di fabiana 1 novembre 2018 10:00

È stato approvato dalla Camera all’una di notte del 1 novembre il decreto di Genova: 284 (Lega, M5s, Fdi) i voti favorevoli, 67  i voti contrari (Pd,Leu), 41 i voti degli astenuti (Fi).

Il provvedimento adesso passa in seconda lettura al Senato, ma non sono mancate lepoeemiche fra la maggioranza e il Pd secondo cui il testo introduce un “chiaro condono edilizio” per gli edifici abusivi di Ischia crollati per il terremoto del 21 agosto 2017, e definito ‘Condono edilizio Di Maio’.

La Camera ha bocciato tutti gli emendamenti all’articolo 25 del decreto Genova che contiene il condono tombale per i comuni di Ischia colpiti dal sisma e sono stati respinti anche gli emendamenti che limitavano l’effetto della sanatoria. 

Adesso il testo passa in Senato dove quasi certamente sei riaccenderà lo scontro. 

Ma vediamo i punti del Decreto. 

Il provvedimento prevede lo stanziamento di un totale di 590 milioni di cui 360 (30 all’anno dal 2018 al 2029) per far partire la ricostruzione. Prevede la nomina di un Commissario Straordinario alla ricostruzione del Ponte Morandi, il sindaco di Genova Marco Bucci, che avrà un incarico di un anno rinnovabile almeno per altri tre anni. Con lui, una squadra di venti persone e alcune centinaia di unità di personale sul territorio. La spesa prevista dovrà essere a carico della  concessionaria Autostrade per l’Italia che viene del tutto esclusa da ogni attività di ricostruzione.

Il Commissario dovrà procedere alla demolizione di quel che resta del ponte nel minor tempo possibile, far progettare e costruire il nuovo ponte assicurandosi che Aspi paghi le spese. 

Dovrà anche occuparsi dei rimborsi agli sfollati, delle assunzioni di personale necessario all’emergenza negli enti locali, assunzioni di 60 persone per il raddoppio della dogana, di tutti gli  interventi a favore degli autotrasportatori che in assenza del ponte saranno costretti a effettuare percorsi più lunghi, ma anche degli interventi di delocalizzazione delle imprese e delle attività commerciali che sono state distrutte o danneggiate dal crollo.

photo credits | instagram

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